Compagni di cammino

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La montagna ci permette di fare esperienze del tutto diverse rispetto a quelle che la maggior parte di noi è abituato a fare nella vita di tutti giorni.
Queste esperienze, se usate nel modo giusto, possono insegnarci molto su noi stessi.

Tra le tante, c’è ne è una che considero veramente speciale: e cioè quella magica intesa che istintivamente si stabilisce con persone sconosciute, con cui capita di condividere occasionalmente il cammino.

Sarà forse la fatica o la necessitá di comunicare ad altri l’emozione di trovarsi di fronte a panorami così vasti, all’onnipotenza della natura, ma fare conoscenza in montagna sembra essere di gran lunga più semplice che altrove.

Capita quindi di acquisire con poco sforzo e senza troppe timidezze una certa dimestichezza e trovarsi facilmente a proprio agio con persone provenienti da luoghi, da nazioni, da culture diverse e condividere in breve tempo con loro confidenze e pensieri del tutto personali.

Questo scambio di parole ed emozioni, stimolato spesso da alcune domande dirette, che solo in queste situazioni ci si permette il lusso di fare, perchè contrarie a quell’etichetta che il vivere in società silenziosamente ci impone, aiutano da una parte a sentirsi più intimamente connessi con l’altro  e dall’altra parte a fare un piccolo bilancio anche delle proprie emozioni, come in una sorta di flusso di coscienza.

E allora ci si ritrova ad aprirsi con sinceritá, abbattendo quei muri di ritrosie comportamentali che, ci si accorge poi a posteriori, limitano così fortemente nella vita quotidiana il nostro contatto non solo con gli altri ma anche con noi stessi.

Il più delle volte si tratta di incontri fugaci, perchè di lì a poco le strade si divideranno e ognuno proseguirá su un altro sentiero, perseguendo mete diverse, camminando con passi e ritmi diversi.

Ed è forse anche per questo che ci si concede di aprirsi all’altro senza remore, consapevoli di essere stati arricchiti interiormente di una esperienza umana di grande valore.

Nella foto, un incontro di montagna: Io e Lia, una donna italo-tedesca di grande spessore umano.

Camminare con i bambini

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Camminare in montagna con i bambini può essere davvero un’ esperienza impegnativa, se non si allineano le proprie aspettative di adulto alle particolari esigenze dei più piccoli.

Allo stesso tempo però i bambini possono sorprenderci,  dimostrandoci di quanta caparbietá, resistenza fisica e vitalità possano essere capaci se solo si ripone in loro sufficiente fiducia.

Da alcuni anni affrontiamo lunghe passeggiate in montagna con i nostri figli e, compatibilmente con l’età, la difficoltà del percorso e la dimestichezza con il camminare, siamo sinora sempre riusciti a goderci passeggiate di molti chilometri, senza mai pentirci della nostra scelta.

Di certo i capricci non mancano mai, soprattutto quando la stanchezza comincia a farsi sentire.
Ma non bisogna scoraggiarsi: i bambini hanno dalla loro parte la grande capacità di ricaricare facilmente le energie, sia fisiche che psicologiche.

Ecco quindi alcuni piccoli suggerimenti che, nella nostra esperienza, ci aiutano a prevenire e affrontare al meglio i loro comprensibili momenti di noia o di sconforto, durante le lunghe percorrenze:

  • empatizzare con i bambini senza drammatizzare: far capire loro che sentirsi stanchi è normale e anche noi grandi lo siamo, ma che anche la stanchezza può avere un gusto positivo se vista nell’ottica di raggiungere posti fantastici dove riposarsi e divertirsi.
  • fare uno spuntino con della frutta o un piccolo panino, crackers o biscotti. E naturalmente acqua in quantità.
  • cantare canzoni o raccontare filastrocche.
  • raccontare una storia a voce alta
  • inventare un quiz-sfida del tipo: “Conosci gli animali?”
  • organizzare tra bambini turni di capo branco
  • ricercare insetti, tracce di animali del bosco, fiori o foglie particolari e fotografarli.

Attraverso alcune di queste piccole distrazioni, i nostri bambini riescono a godere appieno della bellezza della natura circostante e per di più possono assaporare la corroborante soddisfazione di aver macinato molti più chilometri di tanti adulti…pelandroni!

Buone passeggiate a tutti!!!

Friends

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C’è un che di insolito nel frequentare alcuni amici di scuola dei propri figli, qui in vacanza tra le montagne austriache.

Si possono infatti fare alcune scoperte sorprendenti, come quella di trovarsi ancor più a  proprio agio con loro, lontano dalla propria casa e dai comuni punti di riferimento.

Si può scoprire che si hanno moltissimi più argomenti di conversazione di quelli soliti che si intavolano quasi automaticamente nel cortile di scuola: la classe, le maestre, la preside, i compiti, i regali per le feste e via dicendo.

Ci si scambiano sorrisi più autentici e parole più sincere quando le circostanze non impongono di incastrare gli incontri tra un allenamento di rugby e uno di judo, tra un pranzo con i parenti e una cena di compleanno.

Qui in montagna, è vero, molte amicizie possono essere messe alla prova dalle differenti idee di vacanza che ogni famiglia porta con sè: c’è la famiglia del “mattino ha l’oro in bocca” e quella che preferisce attardarsi a letto ancora un po’, almeno quando è in ferie; c’è quella che ama la buona tavola e quella che ricerca più l’avventura escursionistica.

Molta differenza si gioca sul terreno dell’educazione dei figli:  c’è chi esercita maggiormente il controllo e chi invece preferisce allentare più la corda, chi ama circondarsi di bambini e chi invece concepisce la vacanza divisa in due strade parallele: quella dei grandi e quella dei bambini.

Molti di questi differenti atteggiamenti possono condizionare fortemente amicizie anche di lunga data, amicizie che  reggono bene invece i ritmi della vita quotidiana.

Non è stato questo il nostro caso: i giochi dei bambini, il cibo, la birra, i panorami mozzafiato, i prati e le passeggiate ci hanno permesso, in sole due intense giornate, di conoscerci di più e scoprire di aver voglia di conoscerci ancora meglio al ritorno dei nostri figli sui banchi di scuola.
E magari anche prima.

E non solo, questa volta, per parlare di compiti e di feste di compleanno.