La vera storia di Natale

Non finirò mai di stupirmi della capacità della Bibbia di poter parlare a tutti, in milioni di livelli diversi, in centinaia di lingue diverse e di saper rispondere alle stesse domande che l’uomo si è posto dalla notte dei tempi.

Nel corso degli anni, i nostri figli hanno avuto a disposizione alcune versioni di Bibbia per bambini.
Le ho spesso lette a voce alta e, a secondo della loro età, ho cercato di introdurli alla conoscenza di questo libro, che io chiamo con loro “Il Libro dei libri”, ovvero quella sorta di lente attraverso la quale guardare e cercare di comprendere il mondo circostante.

Nella mia infanzia, passata a scuole dalle suore, sono stata fortemente condizionata da un’atmosfera religiosa cupa e del tutto incoerente. Questo ha minato dal profondo quello che sarebbe stato il mio rapporto futuro con la spititualità. Non vorrei che questo accadesse ai miei figli.
Ciò che mi preme far conoscere a loro, è la valenza gioiosa e assolutamente positiva che risiede nei precetti cristiani.

A differenza di quanto molti pensano e di quanto molti ci hanno fatto pensare, la Bibbia contiene moltissimi riferimenti alla gioia. Leggendo anche le storie del Vangelo, non si può non notare che Gesù stesso, era un uomo dal carisma eccezionale e dal carattere sicuramente gioioso. Non credo che tanta gente lo avrebbe seguito e lo avrebbe invitato a così tante feste (ricordate ad esempio le nozze di Cana?) se fosse stato uno di quei musoni che non fanno altro che ricordarti che la vita terrena è tedio e sofferenza …(qualcuno ha mai inviato Leopardi a qualche festa?). Non credo proprio.

Ho sempre pensato infatti che Gesù fosse un uomo dotato di grande umorismo, un umorismo, certo, di altri tempi, ma perfettamente in linea con quello della cultura ebraica a cui apparteneva. Con i suoi modi semplici e schietti, si mostrava agli altri come la testimonianza viva della speranza che noi tutti dobbiamo riporre nella vita: la speranza di un conforto,non solo nella vita dopo la morte, ma nella vita terrena, nella nostra esperienza quotidiana di confronto con gli altri, fatta di alti e di bassi, di “giorni si” e di “giorni no”.

La storia stessa del Natale, non è semplicemente la storia della nascita di un bambino in una mangiatoia, ma la storia della nascita della speranza per il genere umano.
In quel freddo, gelido, buio, primo Natale di tanto tempo fa, Dio ha donato a quegli uomini senza più speranza e conforto, il dono dell’eterna fede, sotto forma di un piccolo bambino, che avrebbe cambiato il mondo. E questo miracolo, questo dono di speranza e di gioia, si ripete ogni anno, da quel tempo sino ad oggi.

Certo, Dio non ci ha dato l’assicurazione che tutto per noi filasse liscio e che avremmo avuto solo esperienze positive (e la Bibbia e il vangelo sono pieni di esempi illustri, a riguardo!). Ma è proprio in quelle esperienze di sofferenza e proprio in mezzo a tutti i nostri casini, che Dio è presente e ci conforta. Vivere con gioia è infatti una scelta che appartiene a noi, non a Dio. La speranza di essere ascoltati e capiti è, invece, la nostra più grande sicurezza.

E’ in quest’ottica che quest’anno abbiamo deciso di celebrare il mese “del compleanno di Gesù” con un progetto speciale, l’e-book Truth in the Tinsel. An Advent Experience for Little Hands di Amanda White. Si tratta di un e-book in cui i bambini possono far proprie la storia del Natale e della nascita di Gesù, attraverso l’ascolto delle storie di Natale e la manualità creativa, in un percorso di 24 giorni. Per ogni giornata, dal 1° dicembre al 24, sono indicate le istruzioni per creare degli ornamenti, delle decorazioni e dei lavoretti creativi, in linea con la storia del giorno e, attraverso alcuni spunti di riflessione, meditare insieme concretamente sui principali aspetti della storia.

Il libro è in lingua inglese, ma, anche per chi non lo conosce bene, vi assicuro che non è un grosso problema: infatti gli estratti possono essere facilmente reperiti sulla propria Bibbia e sul proprio Vangelo italiano. E le istruzioni dei lavori manuali sono assolutamente semplici da comprendere anche per chi non mastica bene l’inglese. Se incorrete in qualche problema o difficoltà, sarò felice di darvi una mano tramite la mia email.

Nel libro è compresa anche una lista dell’occorrente che servirà durante il mese (che per la maggior parte comprende oggetti di uso comune già presenti in casa e di materiali di riciclo) e anche una lista dettagliata divisa per giorno e progetto. La bellezza di questi lavori creativi è che possono essere personalizzati a piacere, a seconda di cosa si ha a disposizione.
E non si è obbligati a farli tutti! Si sa, il periodo pre-natalizio, è fitto di impegni e di eventi e noi infatti, non credo assolutamente che ci impegneremo in tutti e 24 i lavori, ma cercheremo di essere costanti nella lettura dei brani, in modo da immergerci a fondo in questa atmosfera natalizia. Il che non ci impegnerà, più di un quarto d’ora al giorno, magari prima di andare a letto.

Se cliccate “mi piace” sulla pagina Facebook di vitadimamma, potrete vedere le foto aggiornate delle nostre versioni dei progetti, quindi se avete voglia, condividere le foto dei lavori e i commenti o le idee che magari i vostri bambini hanno espresso durante il giorno.
Inoltre, sulla pagina facebook di Truth in The Tinsel, potrete, come noi, partecipare al gruppo di famiglie che, in tutto il mondo, stanno partecipando a questa iniziativa.

Pronti per celebrare il Natale in questo modo speciale con i vostri bambini? Noi non vediamo l’ora di inziare!!!

**Credo molto in questo progetto e, visto che trovo Truth in the Tinsel in linea con l’idea e lo spirito di vitadimamma, ho deciso di diventare affiliata: se deciderete di acquistare l’ e-book, dopo aver cliccato sul link presente nella sidebar qui accanto, riceverò una percentuale dalla vendita. Grazie in anticipo.**

Calendario dell’Avvento fai da te

Niente ci fa sentire più nello spirito natalizio, che un calendario dell”Avvento.

E non c’è calendario che si rispetti, se non risponde alle seguenti due prerogative essenziali: ogni giorno una sorpresa e un regalino cioccolatoso.

Non ci hanno mai particolarmente attirato quelli già fatti, abbiamo sempre perferito costruirceli da soli.
Così, sin da quando i miei bambini erano piccolissimi, ci siamo cimentati in diverse versioni.

Ecco quindi la nostra ultima creazione.
Se volete provare a realizzarla anche voi, qui di seguito troverete un tutorial.

Allora, fuori le macchine da cucire…e happy sewing!

Occorrente:

– 10 m ca di nastrino rosso
– 3 m ca di nastro rick rack
– Una bobina di filo rosso
– Circa 110-120 cm di stoffa, alta 110 cm (la misura è già calcolata un po’ abbondante per avere qualche avanzo nel caso di errori)
– Numeri di feltro da 1 a 25, di colori a piacere o una striscia di feltro su cui scrivere i numeri (se si vogliono attaccare con applique).
Oppure colori per stoffa, se si preferisce dipingere i numeri a mano libera sui sacchetti.
– Un filo per stendere i panni o altro filo decorativo spesso, di lunghezza almeno 2m
– 25 mollettine decorative fantasia

Passo 1

Tagliare 25 pezzi di stoffa in 10×20 cm (per prima cosa procedere a tagliare dall’altezza della stoffa, 5 striscie di cm 20×10, poi tagliare ognuna delle 5 striscie in 10 rettangoli di cm 20×10)


Passo 2

Su un pezzo di feltro di colore a scelta, con una matita tracciare la sagoma dei numeri da 1 a 25 e ritagliarli. Oppure, con dei pennarelli o glitter per tessuti, dipingere direttamente i numeri sulla stoffa.


Passo 3

Sul bordo superiore del lato corto di ogni rettangolo di stoffa procedere a cucire la striscia rick/rack rossa. Per ottimizzare di molto i tempi, si può cucire a catena.

Passo 4

A 12 cm dal bordo superiore, sul dritto della metà dei rettangoli, cucire l’applique dei numeri con un punto decorativo e filo in contrasto.

Passo 5

Tagliare 2 x15 cm di nastro per ogni coppia di rettangoli.

Passo 6

Porre 2 rettangoli di stoffa diritto contro diritto facendo combaciare i bordi.
A 4 cm dal bordo superiore e parallelamente ad esso, inserire da un lato in mezzo alle due stoffe il nastro di chiusura, lasciando libero verso l’interno del sacchetto il resto del nastro.
Far combaciare le estremità del nastro con i due bordi laterali non rifiniti dei rettangoli. Fare lo stesso dal lato opposto.

Passo 7

Partendo da uno dei lati lunghi di ogni “panino” di rettangoli, cucire a 1 cm dal bordo lungo i tre lati del rettangolo, facendo attenzione a cucire anche i due nastri laterali, mentre si procede (ma non il resto del nastro!).

Passo 8

Piegare e “schiacciare” il fondo del sacchetto da entrambi i lati formando un triangolo e a 7 mm dal vertice del triangolo, cucire con doppia cucitura. Tagliare l’eccedenza a 5 mm circa da essa.
Rivoltare al diritto.


Passo 9

Solo per i sacchetti con numero pari, cucire un nastrino rosso da un lato all’altro del bordo superiore, come se fosse un manico di un secchiello.

Passo 10

Riempire ogni giorno con frasi affettuose, poesie, regali, stickers, cioccolatini, caramelle o altri dolcetti e appendere con una mollettina alternativamente i sacchetti dispari e i manici pari,al filo per panni o allo spago decorativo, che vrete precedentemente fissato in un posto adatto.

Esercitare la gratitudine

Il quarto giovedì di Novembre, in una parte del mondo Occidentale, e più precisamente, negli Stati Uniti d’America, come ogni anno, si è celebrata la festività del Ringraziamento.
Pur appartenendo ad una cultura del tutto diversa da quella americana, mi sono sempre sentita molto vicina a questa festività e al significato che riveste per moltissime persone nel mondo.
Così dallo scorso anno, ho preso spunto da essa per riflettere con i miei figli su alcuni aspetti della nostra vita e sul modo in cui scegliamo di viverla.

Quel che apprezzo maggiormente del Thanksgiving, è l’aspetto della celebrazione consapevole dell’ abbondanza che le nostre vite ci regalano ogni giorno e delle numerose benedizioni che ci sono concesse, soprattutto nei termini di relazioni umane significative.
Il Ringraziamento, non è quindi semplicemente una cena, un’ occasione annuale per riunire la propria famiglia intorno ad una tavola imbandita di ogni leccornia. E’ in realtà uno stile di vita.

Infatti, perseguire la gratitudine, più che un dono, un tratto caratteriale calato dall’alto, è una abilità, che ognuno di noi può praticare, allenare e coltivare ogni giorno.
Mi preme molto che i miei figli possano padroneggiarla. Essa è infatti una delle componenti essenziali che contribuiscono a costituire una vita percepita e caratterizzata dalla felicità.

Credo che il periodo pre-natalizio, ovvero quelle quattro settimane che vanno dal Thanksgiving americano alla celebrazione del Santo Natale, sia il momento ideale per aiutare i miei bambini a focalizzarsi su elementi più direttamente spirituali. Questo percorso li aiuta anche a prendere le distanze da quella che si può chiamare la sindrome dell’ abbondanza , ovvero quell’atteggiamento psicologico che fa sì che più si possiede in termini materiali, più si pretende di avere, in una spirale che non ha teoricamente fine. Inoltre, prendere spunto da questo tipo di pratiche e percorsi orientati alla spiritualità, contribuiscono a dare la giusta collocazione al bombardamento mediatico e sociale che in questo periodo specifico si rivolge ai bambini come utenti di un meccanismo fondato principalmente sull’induzione del bisogno di possedere oggetti superflui e spesso inutilmente costosi.

Lo scorso anno, abbiamo con successo portato avanti un piccolo progetto sulla Gratitudine. Ogni sera, dopo cena ognuno di noi ha scritto su un foglietto, su cui avevamo apposto la data, quello di cui eravamo stati maggiormente grati durante la giornata e l’abbiamo riposto in una ciotola, al centro del tavolo da pranzo. Durante la mattina di Natale, abbiamo riletto insieme tutti i biglietti e ripercorso mentalmente l’intero mese passato insieme e le benedizioni che avevamo ricevuto.
E’ stato un modo semplice e divertente per avvicinare i bambini alla pratica della riconoscenza e, ho notato, che, progressivamente ed in maniera del tutto spontanea ed autonoma, i bambini hanno espresso gratitudine sempre più verso eventi, situazioni, aspettative emotive o relazioni interpersonali, più che invece su oggetti materiali.
Inoltre, con mia estrema commozione, hanno esplicitato riconoscenza, verso aspetti della loro vita che prima davano per scontati e che invece man mano avevano preso sempre più corpo e importanza nella loro vita di bambini: dal cibo sulla tavola, alla doccia calda la sera, alla famiglia riunita a cena, al pomeriggio passato con i nonni, per citarne solo qualcuno.

Alcuni psicologi parlano di quest’ aspetto come Economy of Gratitude, mettendo in evidenza che, tale allenamento verso la gratiudine, non solo aiuta i bambini e gli adulti a sentirsi più felici, ma accumula nelle anime di chi lo pratica un valore aggiunto talmente ampio, da caratterizzarsi proprio come una vera e propria economia di profitti, in cui le energie umane positive sono il ricavato assoluto.

Anche quest’anno, abbiamo messo in cantiere alcuni percorsi sulla gratitudine.
Uno, riguarda più specificatamente la preparazione al Santo Natale e di cui vi parlerò presto.
Mentre un altro, ha a che fare più direttamente con un mio personale cammino di fede.
Anche chi non è cattolico, può secondo me trovare grande giovamento dal praticare alcuni percorsi di gratitudine che possano coinvolgere l’intera famiglia e possano aiutarla a crescere.

Ad esempio, visto che ormai l’età dei nostri due bambini più grandi lo permette (6 e 8 anni), noi due genitori abbiamo comiciato a porre alla loro attenzione aspetti della quotidianità da cui prima coscientemente li preservavamo, come i bambini sofferenti nella povertà, gli orfani, i bambini e le famiglie che vivono in territori in cui c’è la guerra, i piccoli malati negli ospedali e via dicendo, rispondendo alle loro domande sempre più insistenti e specifiche.
Questi argomenti, a nostro avviso, possono essere affrontati con l’opportuno realismo, se vengono accompagnati da una sufficiente consapevolezza di se stessi e di ciò (cioè tanto) che si possiede.

Praticare coscientemente azioni altruiste, compassionevoli, empatiche, di aiuto verso la sofferenza altrui, non solo porta grandissimo beneficio a coloro a cui sono dirette, ma aiuta enormemente anche i nostri bambini a trovare una auspicabile pace nella loro anima, sapendo che ogni piccolo aiuto, seppure una briciola, può dare conforto e risollevare qualcuno nel bisogno.
E, non da meno, può servire ad alleviare nei nostri piccoli quel senso di inadeguatezza rispetto alle ingiustizie del mondo terreno, rendendoli coscienti che anche loro possono essere parte, dall’alto dei loro 6 e 8 anni, di un movimento di aiuto e conforto del prossimo in nome della fratellanza reciproca.

Nella nostra famiglia, ci stiamo quindi preparando ad affrontare con la lentezza dovuta, il periodo natalizio.
Cercando di assaporare insieme ogni momento di esso, con l’auspicio di trasformare l’ attesa, in un viaggio familiare consapevole verso la Nascita.

Volete unirvi a noi?

Per invogliarvi, ecco un emozionante video che più di tante parole sa, secondo me, trasmettere il senso vero e profondo della Gratitudine.