Silicone per alimenti: è davvero sicuro?

Si, lo ammetto, sono una fanatica degli attrezzi da cucina!
Mi perdo davanti alla vetrina di un negozio di casalinghi, rimirando la genialità delle forbici da pizza, ammirando la sincera frugalità di un tagliere in legno e ponderando interiormente la solidità emotiva che mi trasmette una pentola di coccio. Non c’è decluttering che tenga, per me, quando si tratta di oggettistica da cucina: il più è meglio, l’abbondanza prevale pericolosamente sulla essenzialità.

In mia discolpa posso dire che cucinare per me è una delle principali attività creative che mi concedo, tanto più che lo dovrei comunque fare, visto che qualcosa sulla tavola va comunque portata. Tanto vale quindi abbinare la necessità con la virtù, no? Inoltre, il mangiar sano, di fatto, è la principale priorità economica nel nostro budget familiare, quindi mi preme poter circondarmi di ingredienti e di attrezzature che rispettino e accrescano la nostra salute.

Sono alcuni anni, grazie ai regali di chi, evidentemente, conosce bene i miei gusti, che nella mia cucina sono presenti parecchi utensili, attrezzi e contenitori fatti in silicone, quel materiale morbido e flessibile e dai colori accesi, accattivanti e moderni.
Alcuni di questi utensili fanno ormai parte delle attrezzature insostituibili della mia cucina, per praticità, igiene e comodità. Altri invece, lo ammetto con un po’ di disagio, è tempo che campeggiano sui pensili a prendere polvere.
Non c’è però volta in cui non mi chieda usandoli, quale tipo di materiale il silicone sia veramente, e soprattutto, se esso possa essere considerato sicuro per la nostra salute.

Di seguito, ecco quello che ho scoperto.

Cos’è il silicone?

Il silicone è un materiale creato artificialmente dall’uomo, partendo da polimeri inorganici basati su una catena di silicio, un elemento naturale (presente nella sabbia e che compone la crosta terrestre per circa il 28%) e l’ossigeno.
Il vero silicone alimentare è dello stesso tipo di quello usato in medicina (silicone liquido platinico) e si differenzia dal silicone solido, di minore qualità, usato solitamente per altri scopi (silicone solido con catalizzatore platinico e silicone solido con catalizzatore perossidico) perchè è un materiale che viene trattato per essere del tutto inerte e privo di prodotti di decomposizione , ovvero non deve poter reagire con i cibi con cui viene in contatto e non deve sprigionare in cottura qualsiasi tipo di gas tossico.

Il silicone è sicuro?

Secondo una nota azienda leader nel settore del silicone alimentare, le principali caratteristiche del silicone liquido sono:

– resistenza e stabilità termica (invariabilità delle proprietà tecniche – elettriche e meccaniche – del materiale) a temperature da -60°C a +230°C;
– flessibilità anche a basse temperature (-60°C);
– resistenza ai fattori di invecchiamento e agli agenti atmosferici;
– eccellente isolamento elettrico;
– antiaderenza ed elasticità.

Il silicone può essere messo in forma attraverso una lavorazione a pressione meccanica o a iniezione liquida in stampi di acciaio. Quest’ultima dovrebbe garantire una qualità (e quindi, una sicurezza) superiore del prodotto finale. Inoltre, ogni prodotto in silicone per essere conforme alle diverse normative (CE europea , FDA statunitense, e così via), deve subire un trattamento termico in forni speciali per ben 6/7 ore; fase che ne determina la completa atossicità e idoneità al contatto con alimenti.

C’è di che essere soddisfatti, quindi.
Purtroppo, però, per la maggior parte dei casi, la realtà è ben diversa.

Un’ indagine di Altroconsumo, del 2007, metteva in guardia sull’uso del silicone alimentare in cottura, avendo testato che alcune sostanze dallo stampo potessero migrare nei cibi e nell’atmosfera circostante:

Diciannove stampi in silicone per dolci sono stati sottoposti a due prove, la misurazione della quantità totale di sostanze che dal silicone passano all’alimento e la determinazione del calo di peso dello stampo. Sulla prova di migrazione globale, alla terza prova tutti gli stampi per dolci sono risultati conformi per legge. Ma alla prima prova, in 16 prodotti, le sostanze che migrano nell’impasto sono risultate eccessive. Sulla prova del calo di peso, prevista dalla legge francese, bocciati tre prodotti, che quindi non potrebbero essere venduti Oltralpe. Dato che il consumatore mangia anche la prima torta che cuoce, Altroconsumo ritiene che i produttori debbano farsi carico del problema.

Ora, sperando che dal 2007 ad oggi, anche a seguito di questa ed altre probabili inchieste, i produttori di silicone alimentare abbiano agito con maggiore coscienza e le normative abbiano vigilato con continuativa serietà e rigore (e le precisazioni dei produttori degli stampi sulla fase di test in forno per 6-7 ore prima del collaudo definitivo paiono confermarlo), e sperando che la situazione si sia maggiormente chiarita, posso dire che personalmente non ho trovato fonti accreditate che dichiarino il silicone alimentare pericoloso per la salute.

Ma, abbiamo visto, il silicone alimentare non è tutto uguale. Essendo la cottura ad elevate temperature il principale fattore che determina la possibile tossicità del silicone, ecco, secondo le mie ricerche, come distinguere il vero e sicuro silicone alimentare da quello tarocco e non idioneo alla cottura.

1. Test della purezza: il vero silicone alimentare è costituito al 100% da silicone, senza presenza di filler, ovvero sostanze riempitive poco conosciute, che possono migrare nei cibi. Per capire facilmente se i filler sono presenti, basta pizzicare e piegare il materiale in silicone. Se la gomma si crepa e mostra un colore bianco, denota la presenza di filler e quindi non è idoneo. Molti consigliano di non usare questo silicone per la cottura, ma per altri scopi, come per il frigo o per il freezer. Personalmente, mi sono liberata di tutti gli stampi che non erano idonei.

2. Sulla confezione dello stampo e/o direttamente sul retro dell’utensile, deve essere ben evidente il marchio della normativa a cui è stato sottoposto, con le indicazioni di tipologia di uso, il range di temperature a cui può essere sottoposto e il luogo di fabbricazione.

3. E’ buona regola comunque effettuare dopo l’acquisto alcune operazioni preliminari all’uso: alla luce di ciò che è emerso in passato, è bene prima di tutto lavare accuratamente in lavastoviglie o a mano lo stampo o l’utensile prima di usarli.
Per quanto riguarda i prodotti che vanno in forno, è bene per precauzione, far almeno una cottura di prova, con acqua calda o con un vero e prorpio pappone di pane raffermo bagnato di acqua, che ha il compito di assorbire eventuali odori di produzione. Altre fonti, consigliano di far bollire gli stampi in acqua e bicarbonato per 10 minuti e poi di sciacquarli bene. Inoltre, vanno oliati e imburrati ALMENO la prima volta (ma c’è chi dice che vada comunque sempre fatto), per evitare che il cibo si attacchi.

Per quel che mi riguarda, ecco ciò che ne penso io, in base alla mia esperienza:

– Gli utensili in silicone come: pennelli da cucina, spatole, sottopentola, presine, mat (tappetini per stendere la pasta) sono sicuramente imbattibili per igiene, praticità e eco-sostenibilità.

– Le pellicole in silicone per coprire gli alimenti in frigo evitano di usare la pellicola usa e getta e sono di sicuro minore impatto ambientale. L’unico svantaggio è che non sempre le misure sono idonee ai contenitori e ciò, nella mia esperienza, ne ha compromesso l’uso continuativo.
Ma questo punto allora, perchè non usare direttamente contenitori in vetro con il loro coperchio?

Gli stampi da muffin: speravo fortemente che potessero sostituire gli antiecologici (e antieconomici!) pirrottini di carta. Ma le mie anziane teglie per muffin in teflon dovranno aspettare altri anni prima di andare in pensione. Infatti, per la mia esperienza, la cottura nei muffin in silicone è pessima. Rimagono collosi e, ahimè, emanano comunque un odore. Inoltre, non so se ciò sia attribuibile alla cottura non uniforme o ad altro, ma la superficie superiore del muffin mostra una patina traslucida che ha un sapore allappante. Inoltre, i muffin vanno sfornati solo quando sono completamente freddi, perchè hanno comunque la tendenza ad attaccarsi enormememente al cibo, pur avendoli pre imburrati e infarinati.
Essendo comunque idonei al test casalingo, proverò ad usarli per i budini o comunque per preparazioni che non prevedono cottura.

Le teglie. Stessi problemi dei muffin, ma la marca qui fa nettamente la differenza. I buoni prodotti cuociono più uniformememnte e non emanano odori. Devo però dire che, pur non facendo patina, il tipo di cottura rimane comunque assolutamente diverso da quello effettuato in stampi tradizionali. Le torte sono più porose, umide e, a parità di impasto, crescono meno che in uno stampo tradizionale.
D’ altro canto sono enormememte più morbide: pare infatti quasi impossibile riuscire a formare con il silicone una crosticina croccante sulla torta.
Il che per alcune tipologie di dolce può essere anche un vantaggio.

Detto questo, a voi sta decidere se usarlo o meno. L’importante, come al solito, è acquistare con coscienza.
Il mio ultimo consiglio è quindi questo: usare il buon senso. Vale la pena spendere qualche euro in più e portare a casa un prodotto sicuro per la salute, ecosostenibile e duraturo.

Menu settimanale: 18-24 febbraio

Questa settimana, ho deciso di condividere il nostro menù un po’ in anticipo, in modo tale che chiunque lo voglia seguire, abbia modo di poter fare la spesa con più calma,  magari durante il week-end.

Come si può ben intuire infatti, sono una fan della spesa settimanale in un unico viaggio, rapido e indolore. Non sopporto l’idea di dover dedicare troppo tempo a fare la spesa e cerco di concentrare le mie spedizioni in meno viaggi possibili. Pianificare un menu settimanale mi permette di uscire di casa e avere una lista bella e pronta di ciò che serve in casa, risparmiare stress, tempo e denaro. E avere più tempo da dedicare ad altro.

Anche questa settimana mi sono tenuta su piatti base, da preparare con la mano sinistra, il che non è solo un modo di dire, visto che spesso cucino con il piccolo in braccio!

Rispetto alla scorsa settimana, questo menú prevede per i pranzi feriali pasti adatti ad un bambino piccolo di un anno, perchè infatti solitamente siamo solo io e lui a mangiare in casa a quell’ora. Ma come potete vedere, ogni pasto è adattabile all’appetito e alla masticazione di un bambino piccolo dai 6 mesi in poi. Quel che cambia è, in alcuni casi, solo il modo di servirlo (che indicheró man mano).

Colazioni:

– Pane fatto in casa con marmellata, yogurt
– Latte e biscotti
– Plumcake allo yogurt
– Yogurt, frutta e cereali
Muffins ai mirtilli
– Pancakes allo yogurt e fiocchi di avena
– Latte e biscotti

Pranzi:

– Minestra di verdure con pastina di kamut e ceci (cotti e frullati)
– Merluzzo in pentola, cous cous integrale con crema di zucchine e parmigiano
– Fettina di vitella in padella, riso con zucca (a seconda dell’età del bambino, potete anche frullare la fettina cotta e aggiungerla al riso).
– Pastina di farro con crema di ricotta, carote lesse
– Sogliola lessa al limone, minestrina di verdure con pastina di grano
– Pasta in bianco, insalata di mozzarella e pomodoro, bieta (per il piccolo si puó omettere il pomodoro se non lo gradisce e/o frullare la bieta nella pasta)
– Pranzo con i parenti

Merende (dopo scuola):

– Pane con crema di nocciole fatta in casa (per il piccolo sostituitela con la marmellata)
– Plumcake allo yogurt
– Frutta e biscotti
Muffins ai mirtilli
– Frutta e yogurt

Cene:

– Brodo vegetale con pastina, involtini di pollo farciti con zucchine e formaggio
– Tortine di pesce, patate al forno, insalata mista (per il piccolo omettete l’insalata se non la gradisce)
– Pasta al formaggio “migliorata”, carote e finocchi conditi (per il piccolo se occorre grattuggiate le verdure)
– Omelette al pesto, toast, frutta (colazione per cena). Se il vostro piccolo non ha ancora inserito le uova o ha allergie ai pinoli, potete servirgli in alternativa del formaggio
– Falafel con salsa allo yogurt, zucca stufata in padella
– Spaghetti con polpette al pomodoro (per il piccolo se occorre potete servire pasta corta)
– Minestra di verdure con riso e parmigiano, frutta

Qual’è il vostro menù per la settimana?
Condividetelo e/o inserite il link al vostro menu qui sotto nei commenti!

Buon weekend a tutti!!!!!

Gli imbattibili muffins ai mirtilli

Questa ricetta è un classico della gastronomia americana!

La versione che condivido qui è super facile e  assolutamente vincente, per 3 fondamentali motivi:

  • i muffins sono velocissimi da preparare…e da cuocere! Anche la mattina stessa, se vi alzate prima della truppa e avete un’oretta di di anticipo (tra preparazione, cottura e anche raffredamento!)
  • i mirtilli sono ricchissimi di vitamine e antiossidanti, hanno un gusto che solitamente ai bambini piace molto (e anche alle loro mamme, e papà!!) e sono ormai facilmente reperibili nei supermercati…quindi perchè non approfittarne?
  • questa specifica ricetta è collaudata e di sicura riuscita!!!! Gli ingredienti sono semplici e sono reperibili in qualsiasi dispensa e frigorifero.

La dose dell’impasto riempie 8 stampini per muffin. Quindi vi consiglio di riempire di acqua i pirottini eccedenti. Non solo eviterà che quelli vuoti  si brucino, ma il vapore che produrranno con il calore del forno, aiuterà anche la cottura dei muffin, rendendoli ancora più morbidi.Questa ricetta è stata  liberamente  ispirata e adattata a partire da questa.

 Ingredienti

  • 200 grammi di farina (io ho usato quella 00, ma credo che anche usare 50% bianca e 50% integrale possa andare bene)
  • 150 grammi di zucchero (io ho usato quello grezzo di canna)
  • 1 manciata di sale
  • 80 ml di olio (io ho usato l’extra vergine di oliva)
  • 1 uovo
  • 120 ml di latte (io ho usato quello di mucca, ma qualsiasi altro va bene)
  • 1/4 di bustina di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 170 grammi di mirtilli (equivalente ad una confezione di mirtilli freschi)
 Preparazione:
  1. Accendere il forno a 200°, preparate lo stampo per muffin con i pirrottini di carta o, se non li usate, imburrateli e infarinate lo stampo.
  2. In una ciotola unite gli ingredienti secchi: farina, sale, zucchero, lievito, bicarbonato e mescolate bene affinchè tutto sia ben uniforme senza grumi.
  3. In un contenitore per liquidi mettete il latte, l’uovo leggermente sbattuto e l’olio. Mescolate per unire il composto.
  4. Ora unite il composto liquido a quello secco: attenzione, mescolate brevemente con una spatola solo il tempo necessario affinchè sia amalgamato il tutto, per evitare che i muffin riescano duri.
  5. Unite i mirtilli al composto.
  6. Versate il tutto negli stampi dei muffin, aiutandovi con una spatolina.
  7. Cuocere per 20′ o finchè lo stecchino inserito nel centro di un muffin viene fuori asciutto. 

Buon appetito!