Come spiegare la Shoah ai bambini?

Immagine tratta dal libro per bambini "Anne Frank" di Josephine Poole e Angela Barrett
Immagine tratta dal libro per bambini “Anne Frank” di Josephine Poole e Angela Barrett

Domani, 27 gennaio 2015, ricorreranno i 70 anni dal giorno in cui le truppe Russe varcarono le porte del campo di concentramento di Auschwitz. La giornata della memoria, è celebrata in tutto il mondo come l’ occasione per ricordare i milioni di ebrei uccisi, di ogni età e di ogni ceto sociale, condannati a vivere in condizioni disumane e uccisi barbaramente nei campi di sterminio.

Non è facile per un genitore, avvicinare i propri figli allla conoscenza e al ricordo di tali crudeltà. Noi tutti, nel nostro immaginario colletivo di adulti, pensiamo alla Shoah, ovvero il programmatico sterminio delle popolazioni ebraiche (ma non solo) da parte dei soldati nazisti, come l’apice del baratro in cui l’uomo è caduto. Purtoppo, non è stato il solo. Ma sicuramente il più grande per numero di vittime.

Eppure, come genitori, nonostante non comprendiamo come la razza umana sia riuscita a concepire e ad arrivare a tanta crudeltà, siamo tenuti a parlarne con i nostri figli, a spiegare loro, qualcosa che è dovere di ogni essere umano conoscere.

Ma come spiegare la Shoah ai bambini? Quali parole usare?(…)

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Menu settimanale 26 gennaio – 1 febbraio 2015

Foto di heydrienne in licenza Creative Commons su Flickr
Foto di heydrienne in licenza Creative Commons su Flickr

Ciao a tutti!

Qui in casa siamo alle prese con mal di gola e tosse! Ah! Quanto vorrei che arrivasse subito la primavera! Qui siamo tutti stanchi! Ma in queste situazioni, il menù settimanale ci aiuta moltissimo!
Per la pianificazione della prossima settimana, mi sono tenuta sul semplice, specialmente per le cene. Conto di prepararne alcune già domenica e poi surgelarle. Influenze permettendo, non passeremo molto tempo in casa neanche la prossima settimana, perciò meglio anticiparsi!
Ecco quindi il menù per la settimana 26 gennaio – 1 febbraio:

Colazioni:

Lun – Torta di mele, latte
Mar – Crostata di marmellata, spremuta di arancia
Mer – Mini pizzza muffin
Gio – Yogurt e crostata di marmellata
Ven – Yogurt e granola
Sab – Pancakes
Dom – Latte e mini plumcake con gocce di cioccolato

Pranzi:

Sab – Pasta primavera, bieta ripassata
Dom – Dai nonni

Merende (dopo scuola):

Lun – Torta di mele
Mar – Torta di mele
Mer – Mini pizza muffin
Gio – Mini plumcake con gocce di cioccolato
Ven – Mini plumcake con gocce di cioccolato

Cene:

Lun – Uova strapazzate, Strudel salato di verdure
Mar – Lasagne vegetariane, finocchi conditi
Mer – Petto di pollo panato, patatine al forno, spinaci
Gio – Pasta col tonno, carote condite
Ven – Burritos con verdure, insalata mista
Sab – Pizza fatta in casa (vari gusti)
Dom – Brodo vegetale, toast al formaggio

Se volete avere altre informazioni, potete farlo nei commenti qui sotto!
Buon weekend a tutti!!!!!

Le buone pratiche digitali

Foto di Intel Free Press  in licenza Creative Commons su Flickr
Foto di Intel Free Press in licenza Creative Commons su Flickr

Tornando sul tema dei bambini e tecnologia digitale, vorrei segnalarvi alcune iniziative interessanti di cui sono venuta a conoscenza tramite il Centro per la Salute del Bambino con sede a Trieste, che molti di voi conosceranno per essere tra i partner di Nati per leggere e Nati per la Musica.

La onlus sta portando avanti un progetto a mio parere molto interessante che riguarda il rapporto dei bambini con le nuove tecnologie audiovisive digitali (DDs, digital devices) come la televisione, i videogiochi, i dispositivi mobili, le app e, naturalmente, internet.

Un gruppo multidisciplinare di esperti in materia (pediatri, psicologi, psocoterapeuti e sociologi dei media) sotto il coordinamento del Centro, ha infatti prodotto un documento che mi piace condividere con tutti voi dal titolo Tecnologie digitali e bambini: indicazioni per un utilizzo consapevole . In questo articolo si sottolinea come l’avvicinamento e l’uso dei DDs da parte dei minori, sin dai primissimi anni di vita, non dovrebbe essere ostacolato, ma più semplicemente guidato verso un uso corretto e consapevole di essi da parte dei genitori, degli insegnanti e da tutti gli adulti che circondano i nostri figli.

Gli studiosi infatti propongono a questo proposito una serie di buone pratiche familiari, essendo la famiglia il luogo in cui principalmente avviene il primo contatto con le nuove tecnologie. Sottolineano i ricercatori che fondamentale per i genitori non è solo saper guidare l’inevitabile approccio precoce dei bambini verso le tecnologie, ma anche e soprattutto avere la costanza di supervisionare l’ utilizzo di questi mezzi, nei modi compatibili con l’età dei figli. In questo modo i bambini potranno godere appieno delle smisurate possibilità educative ed esperienziali dei DDs, ma anche minimizzare i possibili rischi per la salute fisica e mentale dei bambini e dei ragazzi.

Il rapporto con le nuove tecnologie per i nostri figli, di qualsiasi età, è ormai inevitabile. Hanno poco senso ormai, a mio parere, le demonizzazioni di questi strumenti. E’ vero, essi contengono numerosi rischi, principalmente legati all’abuso del loro utilizzo e alla dipendenza che essi possono instillare in noi tutti. Quello su cui, secondo me, come genitori si deve puntare è ad una accettazione di essi come oggetti utili per promuovere esperienze.

Usale-non-farti-usare

In qualche modo, con le nostre buone pratiche genitoriali, dobbiamo prima di tutto riuscire ad educare i nostri figli ad usare le tecnologie non come fini a se stesse (per esempio, evitare di permettere di usare il videogioco semplicemente come mero passatempo) ma inserirle in un più ampio progetto educativo familiare. Esistono milioni di applicazioni che i nostri figli possono sperimentare, approfondendo magari concetti scientifici, matematici, linguistici. E molte sanno davvero unire contenuto e divertimento.

Ma a mio parere valgono a poco se ad usarli è un figlio lasciato da solo davanti ad un monitor. Nella mia esperienza di mamma, sono arrivata a riflettere molto sul modo in cui i miei figli spendono il loro tempo in casa, dopo la scuola e dopo le attività sportive. E mi sto rendendo conto di quanto sia spesso facile, ma deleterio per la loro salute e per la serenità familiare, acconsentire ogni volta ai loro desideri digitali.

Prima di tutto perchè più sono stanchi, più desiderano la coccola del monitor (sia esso la tv o il videogioco). E poi anche perchè l’abitudine a queste pratiche digitali li porta progressivamente a dimenticarsi cosa voglia dire giocare. In molte occasioni, soprattutto per i due figli che vanno alla scuola primaria,  siamo arrivati a dover intervenire e riaccendere in loro la scintilla del gioco libero.

Improvvisare un gioco, proporre un’attività, può aiutarli immensamente a riposare la mente e a ritrovare il contatto con se stessi e con i propri bisogni.

So benissimo infatti che quando riesco a dare ai miei bambini l’opportunità di riscoprire altre attività ( come il gioco all’aria aperta, la lettura, la musica, le relazioni con i compagni) il mezzo digitale saprà essere riconosciuto dai miei bambini semplicemente come tale e quindi usato con giudizio e serenità, non aspettandosi da esso più di quello che possa effettivamente dare loro.

Questo post partecipa al blogstorming Crescere digitali di genitoricrescono.

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