Il tenero mondo di Julia Donaldson

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E’ parecchio tempo che vorrei scrivere qualcosa sui libri di Julia Donaldson. Per chi non la conoscesse, è l’autrice del celebre libro illustrato The Gruffalo, un vero best seller tradotto in 45 edizioni straniere e con più di 5 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Possediamo molti libri della autrice inglese, ma non solo quelli: anche audiolibri, libri di attività, spartiti, cd musicali. Una vera e propria collezione insomma, che abbiamo iniziato almeno cinque-sei anni fa proprio a partire da The Gruffalo e che col tempo si è arricchita di altri nuovi titoli, tutti in lingua inglese.E che abbiamno intenzione di ampliare ancora di più.

Dal momento in cui ho cominciato a pensare di scrivere qualcosa sui libri della Donaldon appartenenti alla nostra collezione, mi sono arrovellata su quale scegliere come primo titolo da proporre. E, subito, mi sono venute in mente alcune domande.

Qual’è quello che ci è piaciuto di più?

Qual’è il titolo più rappresentativo dell’autrice inglese di cui mi piacerebbe parlare?

A queste domande non ho saputo rispondere. E il motivo per cui è tremendamente difficile scegliere un titolo dalla nostra collezione Donaldsoniana (e presumo da tutta la sua bibliografia!) è che tutti i libri sono altrettanto ben fatti, divertenti e affascinanti!

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Partiamo ad esempio dal suo più illustre e famoso: The Gruffalo che ha celebrato nel 2014 ben 15 anni di vita. Da esso sono nati cortometraggi, audiolibri, cd musicali, spettacoli teatrali, recite scolastiche, programmi didattici. Un vero e proprio successo editoriale. Ma cosa rende The Gruffalo un così grande successo?

Credo, prima di tutto, le magnifiche illustrazioni. Julia Donaldson e Alex Schaeffer hanno infatti creato un sodalizio davvero solido. Moltissime pubblicazioni della coppia possono essere adocchiate e riconosciute immediatamente come libri della Donaldson grazie solo alla copertina e alla grafica. Le illustrazioni sono completamente aderenti ai mirabili testi in rima, come una seconda punteggiatura. E davvero riescono a caratterizzare ancora più pienamente il mondo magico dei racconti della Donaldson, così ricchi di mostri buoni, personaggi atipici e leggendari, animali parlanti, persone del tutto comuni ma assolutamente uniche.
Ma anche quando l’autrice ha scelto di avvalersi di altri collaboratori per illustrare i suoi libri, ha saputo con grande perspicacia e intelligenza, circondarsi di artisti che sapessero mantenere questa armonia tra testo e illustrazioni, anche se devo ammettere che la profonda sintonia tra la Donaldson e Schaeffer è assolutamente impareggiabile: come non pensare alla strega di Room on the Broom senza vederla già sulla sua scopa con quel cappello lungo e quel buffo bitorzolo sul naso adunco, la treccia svolazzante e la bacchetta in mano?

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Come non sciogliersi in un sorriso di commozione alla vista dell’ espressione spaurita della piccola scimmietta di Monkey Puzzle alla ricerca della sua mammma?

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Oppure come non soffermarsi sullo sguardo sincero e riconoscente di tutti gli animaletti in difficoltà a cui il gigante buono di The Smartest Giant in Town ha saputo portare immediato soccorso?

O non farsi prendere dalla agitazione vedendo Stick Man sul punto di ghiacciarsi in mezzo alla neve, lontano dalla sua casa e dalla sua famiglia, alla vigilia di Natale?

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Ma a poco varrebbero queste mirabili illustrazioni a tutta pagina, senza la meravigliosa poesia dei racconti in rima di Julia Donaldson. Il suo stile è assolutamente magnifico. Sa conquistare i lettori più piccoli con la musicalità delle sue narrazioni, strizzando l’occhio alla tradizione delle Nursery Rhymes, ma elevandole con estrema naturalezza e semplicità ad un livello poetico assolutamente godibile anche per gli adulti. E soprattutto quelli, come me, appassionati della lingua e fonetica inglese, potranno gioire dal profondo per l’uso sapiente delle allitterazioni e delle onomatopee. Il vocabolario è vasto, in alcuni casi anche non immediato per beginners, ma la sintassi generale e la costruzione delle rime è davvero semplice e immediata. Tanto più che la musicalità delle rime è così preponderante da facilitare in tutto e per tutto la memorizzazione delle parole. Un validissimo aiuto per chi, come i miei figli, sta imparando la lingua, anche a partire da differenti livelli.

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Ed è per questo che consiglio vivamente di acquistare questi libri con il sussidio dell’audiolibro corrispondente, letto o dall’autrice o dalla bravissima e versatilissima attrice Imelda Staunton. Il parlato e le ambientazioni sonore delle storie come i suoni della natura, degli oggetti, i versi e le differenti pronunce e tonalità dei vari personaggi sono tutti eseguiti dalle voci dell’autrice, del marito Malcom e dalla Staunton e costituiscono delle vere e proprie punteggiature sonore alla storia, diventando parte integrante del racconto. Tanto che non riuscirete più a leggere la storia senza ripensare ad essi!

Allo stesso livello sono le fantastiche colonne sonore, ideate, cantate e suonate dalla Donaldson e suo marito Malcom. I due infatti sono dei musicisti professionisti, che hanno inciso cd anche per adulti e si sono esibiti per anni in clubs inglesi.
Le canzoni, anch’esse in rima, riassumono la storia nei suoi elementi principali attraverso melodie orecchiabili che, oltre ad essere di elevatissimo livello qualitativo, diventano anche un utile strumento per aiutare i bambini a memorizzare parole e sintagmi.

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Noi possediamo anche una raccolta di spartiti con i testi e la musica delle canzoni tratte da alcuni libri della Donaldson. E spesso ci divertiamo a riproporle sul pianoforte o alla chitarra. Altri gadget che consigliamo sono gli Activity Books che sono accoppiati ai libri, ma da comprare a parte, che contengono numerosi giochi per bambini che già sanno leggere e scrivere (crosswords, fill the blanks, puzzles …), ma che possono essere godibili anche da bimbi di età inferiore (spot the differences, memory games, steackers…). Tutto si basa sulla memorizzazione dei vocaboli appresi nella storia illustrata corrispondente e l’activity serve a rinforzare sia la conoscenza delle parole, ma anche la struttura della storia. Per noi sono utilissimi, perchè oltre a questo, forniscono moltissimi spunti per attività di speaking! Su internet si trovano anche molte altre attività che sono nate a partire da questi libri.

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Ma al di là di tutti questi lodevoli stimoli, quel che poi rimane nei nostri cuori di tutti i libri della Donaldson che possediamo, sono semplicemente le sue storie e i suoi personaggi. Anzi, a dire il vero tutte le storie della Donaldson fanno parte di un’unica grande storia.
Quella del racconto di un mondo avventuroso ma dolcissimo, ricco di insidie minacciose ma anche di amicizie impareggiabili, di guai apparentemente irrimediabili e di soluzioni semplici, di tristi solitudini e di rincuoranti vicinanze, di paure improvvise e di orgoglioso coraggio. Perchè nel mondo della Donaldson quel che più conta è l’amicizia e sapersi donare l’uno all’altro, ognuno nella sua particolare e speciale imperfezione e unicità. Nel mondo della Donaldson non troviamo mai personaggi perfetti, belli nel senso estetico tradizionale del termine, o che sanno fare bene quel che gli è richiesto. No, i guai capitano a tutti. Eppure, ogni volta, c’è sempre una soluzione dietro l’angolo: un amico pronto a darti una mano, magari stringedosi un po’ più sulla scopa come nel divertente Room on the Broom, o offrendoti un passaggio alla scoperta del mondo come nel meraviglioso The Snail And the Whale, o magari donandoti tutti i suoi vestiti nuovi come in The Smartest Giant in Town, o accompagnandoti alla ricerca della tua mamma come nel dolcissimo Monkey Puzzle, o facendoti apprezzare le piccole cose che hai come in A Squash and A Squeeze o addirittura portandoti in giro sulla slitta nei cieli stellati della notte di Natale come nell’avventuroso Stick Man.

Perchè non bisogna mai scoraggiarsi, sembra dirci la autrice. A tutto nella vita c’è rimedio. L’importante è avere qualcuno con cui poterne condividere la sua infinita dolcezza.

 

Quando il drago non va alla città …

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Sono forse una mamma imperdonabile. Anzi, lo sono di sicuro, e per molti motivi, ovviamente.

Uno di questi l’ho scoperto solo recentemente grazie a mio figlio piccolo di tre anni. Ed è quello di non conoscere Gek Tessaro, un autore ed illustratore che è invece davvero famoso nel mondo dei libri per bambini, ma non solo. Perchè Gek Tessaro è un artista poliedrico, che si muove con disinvoltura fra narrazione e teatro disegnato, come lo chiama lui, ovvero il racconto che si dipana passo passo con la creazione delle illustrazioni dal vivo su una lavagna luminosa, con la musica a fare da contrappunto sonoro.

Ma cosa c’entra mio figlio di tre anni con questa mia imperdonabile colpa? C’entra, eccome. Perchè Gek Tessaro me l’ha fatto scoprire lui, in libreria. Mentre io curiosavo tra scaffali e vetrine, lui con questo libro sotto il braccio e il fare risoluto che lo contraddistingue, mi ha detto: “Io vojo quetto dei cavallieri!”. E, credetemi, di libri ce ne erano tantissimi e anche non meno belli, ma effettivamente questo, è davvero speciale.

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Prima di tutto colpisce la copertina, con quel grande riquadro bucato da cui fanno capolino un paio di occhi di quella che, a primo acchitto, sembra assolutamente una rana. E allora ti chiedi che cosa c’entri una rana con il titolo del libro e con i baldi cavalieri schierati sulla copertina. E giri incuriosito la prima pagina, che svela l’interezza dell’ illustrazione mostrando effettivamente un drago di grandi dimensioni. Ma quel ranocchio non è lì a caso, non è uno scherzo o un tranello dell’autore. E quella finestra, quel buco di copertina, porta già direttamente all’essenziale della storia, all’anima pura e quieta del drago che, come un ranocchio, è  un animale pacifico, amichevole e sorridente.

Le apparenze ingannano, quindi. E soprattutto ingannano coloro che non vedono al di là del proprio naso e delle proprie idee preconcette. Come il re della città, dal naso spropositatamente grosso e rosso, alla ricerca di un nemico da combattere e che fa di tutto, anche traslocare un’ intera città sul colle dove vive serenamente il drago, solo allo scopo di istigare e belligerare.

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Ma il drago non prova alcun desiderio di nuocere ad alcuno e quindi la guerra ad un certo punto diventa solo una scusa per gli uomini di darsela a non finire, dimenticando quasi subito anche il motivo per cui avevano iniziato a combattere. Il tutto sotto gli occhi annoiati del drago, che alla fine non può più trattenere un enorme sbadiglio. Ma uno sbadiglio di drago, si sa, non è davvero un normale sbadiglio. E allora quello sbadiglio finisce con l’abbrustolire tutti quanti i contendenti. Che se ne rimangono così, immobili e basiti. Almeno, fino alla prossima disputa, alla prossima guerra, cioè tra “almeno cinque minuti”.

lacittaeildrago2Davvero Gek Tessaro ha creato un piccolo capolavoro. Le immagini e le parole sono l’una completamento dell’altra. E l’autore riesce con incomparabile leggerezza, in un connubio davvero difficile, ad evitare che la bellezza e la peculiarità delle sue vivacissime illustrazioni a collage, di grandissima maestria tecnica, possano in qualche modo prevalere sul testo in rima della storia. Un racconto che è infatti di altissimo livello poetico e sa conciliare la eco dei racconti cavallereschi e il ritmo melodico del cantastorie, con continui agganci alla realtà quotidiana contemporanea, senza mai incorrere in forzature o cadute di stile.

Anzi, proprio la sorpresa di questi incontri/scontri di situazioni tra passato e presente, sia nelle immagini (la gru cavalleresca che sposta la città sull’altra collina) che nelle parole “spostano tutto anche il teatro e non solo perfino il campetto di pallavolo” libera l’energia dirompente dell’ ironia. Un meccanismo narrativo che ci ha ricordato tanto quello usato da altri colleghi eccellenti, come ad esempio nelle avventure dei Paladini di Francia di Luzzati e Gianini libro altrettanto adorato da tutti e tre i miei figli.

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L’umorismo è infatti sotteso a tutta la storia: come nei ritratti dei re e dei cavalieri, mirabili caricature che sembrano strizzare l’occhio all’armata Brancaleone di Comencini.
Così come l’idea sovversiva che fa da filo conduttore a tutto il libro in cui i ruoli tradizionali tra mostro e eroe, vengono deliberatamente sovvertiti con grande godimento del lettore, progressivamente accompagnato, tra una sorpresa e un’altra, tra uno scontro e un altro, tra una risata e un’altra, a invece soppesare con assoluta serietà la veridicità del messaggio trasmesso: cioè quanto siano noiosi e ridicoli gli uomini tuttidiunpezzo e quanto sia assurdo, e anche tremendamente stupido, farsi la guerra.

Per capirlo, basta solo guardare a se stessi e al mondo da una prospettiva un poco più alta: bastano un paio d’occhi di drago. O forse, erano di rana?

Un libro consigliatissmo a tutti i bambini (e grandi!) alla ricerca di storie avventurose!

Se vi è piaciuto La città e il drago, potete acquistarlo tramite questo link affiliato:

Buona lettura!!!

Liebster Award

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Ho ricevuto il testimone per questo premio da Raffaella di Laprossimavoltamamma che ringrazio molto.

Le regole per partecipare sono le seguenti:

Ringraziare il blog che ti ha nominato.
Rispondere alle 10 domande.
Nominare altri 10 blog con meno di 200 follower.
Comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

Ed ecco le mie risposte:

Perché hai aperto un blog?
Perchè per me la scrittura e la maternità vivono in simbiosi: l’una completa l’altra, l’una approfondisce l’altra. Il blog è il posto in cui ho scelto di condividere con altri genitori la mia esperienza di mamma e di donna.

Ci parli un po’ delle tue passioni?
Naturalmente mi piace fare la mamma e se potessi, sarei una casalinga non disperata, ma felice! Sono un’appassionata di libri, un’ aspirante anglofona e (prima di tornare a lavorare!) anche una assidua praticante di yoga e crossfit.

Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?
Credo che i blog nascano dal desiderio di condivisione, quindi l’interazione è il senso vero dell’esistenza dei blog. Almeno del mio!

Di cosa parli nel blog?
Vitadimamma è un luogo in cui esprimo le mie riflessioni sulla realtà circostante. Dico spesso che i miei figli sono i miei maestri zen, perciò il blog riflette anche questo percorso di crescita personale.  E poi naturalmente parla dei nostri progetti e obbiettivi come famiglia, come ad esempio la mostra particolare versione di homeschooling (The English experiment), i menù settimanali, le ricette e l’autoproduzione che cercano di mettere d’accordo l’esigenza importante di mangiare il più possibile sano e la condivisibile necessità dei bambini di non subire privazioni a tavola, le nostre letture ad alta voce e le nostre esperienze di vita insieme. Ma il blog è in continua evoluzione e chissà dove mi porterà in futuro!

Hai creato un rapporto di amicizia con altre blogger? Vi siete mai conosciute personalmente?
Per ora ci sono molte conoscenze virtuali con molte mamme blogger, che stimo moltissimo.  Sarebbe bellissimo poter incontrarne qualcuna dal vivo, magari in uno degli eventi che vengono organizzati durante l’anno. Non vi ho mai partecipato ed è proprio un’esperienza che mi piacerebbe provare!

Come immagini il tuo blog tra due anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?

Non so come potrà essere il blog tra due anni, ma quello che mi piace di questa esperienza è che mi permette di imparare ogni giorno cose nuove e conoscere molte persone, anche se solo online. Spero di poter continuare a crescere come lo sto facendo adesso e per il resto, chissà, non si può mai dire quali opportunità potrà riservarmi il mondo del blogging!

La cosa che sai fare meglio?

Non sono abituata a pensare e a parlare di me in questi termini e la domanda mi mette davvero a disagio. Ma quel che posso dire è che credo che scrivere sia ciò che riesco a fare con più confidenza. Non so se lo so fare bene, ma certamente è una dimensione che mi appartiene profondamente e che riesce a mettere insieme tutti i pezzettini della mie varie esistenze di moglie, di mamma, di donna che spesso, nel caos quotidiano, sento come essere irrimediabilmente sparpagliati, inconciliabili. Ecco, la scrittura, insieme alla fede, mi aiutano nel continuo tentativo di rimanere integra, intera. E credo mi rendano una persona migliore.

Quanto tempo dedichi al tuo blog?

Non quanto vorrei. Ho tante idee che metto continuamente da parte per concentrarmi sull’immediato, su quel che posso fare al momento, con il poco tempo libero a disposizione. In questo specifico periodo, con anche un esame di inglese alle porte, conciliare tutto è davvero una sfida. Ma per me il blog è essenzialmente una passione e come tale, mi ricarica moltissimo e mi da’ moltissima energia.

Come nascono i tuoi post?

Nascono dalla vita di tutti i giorni, dal desiderio di riflettere sul quotidiano, di conservare la memoria delle piccole cose e anche dalla voglia di aiutare le mamme che, come me, hanno bisogno di tante scorciatoie pratiche per mandare avanti una casa e una famiglia senza diventare delle martiri e potersi concentrare invece su quello che veramente conta per noi. Nel mio caso, la mia famiglia e le relazioni con gli altri.

Un saluto a chi legge?

Grazie per aver dedicato del tempo a leggere questo post! Spero che passerete spesso a trovarmi e anche che potremo condividere le nostre esperienze!

Ecco i 10 blog che nomino (anche se non quanti followers hanno):

 
Ringrazio tutte queste blogger (e molte altre che non ho citato!) per essere ogni giorno fonte di grande ispirazione!
Ciao a tutti!