Quando il drago non va alla città …

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Sono forse una mamma imperdonabile. Anzi, lo sono di sicuro, e per molti motivi, ovviamente.

Uno di questi l’ho scoperto solo recentemente grazie a mio figlio piccolo di tre anni. Ed è quello di non conoscere Gek Tessaro, un autore ed illustratore che è invece davvero famoso nel mondo dei libri per bambini, ma non solo. Perchè Gek Tessaro è un artista poliedrico, che si muove con disinvoltura fra narrazione e teatro disegnato, come lo chiama lui, ovvero il racconto che si dipana passo passo con la creazione delle illustrazioni dal vivo su una lavagna luminosa, con la musica a fare da contrappunto sonoro.

Ma cosa c’entra mio figlio di tre anni con questa mia imperdonabile colpa? C’entra, eccome. Perchè Gek Tessaro me l’ha fatto scoprire lui, in libreria. Mentre io curiosavo tra scaffali e vetrine, lui con questo libro sotto il braccio e il fare risoluto che lo contraddistingue, mi ha detto: “Io vojo quetto dei cavallieri!”. E, credetemi, di libri ce ne erano tantissimi e anche non meno belli, ma effettivamente questo, è davvero speciale.

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Prima di tutto colpisce la copertina, con quel grande riquadro bucato da cui fanno capolino un paio di occhi di quella che, a primo acchitto, sembra assolutamente una rana. E allora ti chiedi che cosa c’entri una rana con il titolo del libro e con i baldi cavalieri schierati sulla copertina. E giri incuriosito la prima pagina, che svela l’interezza dell’ illustrazione mostrando effettivamente un drago di grandi dimensioni. Ma quel ranocchio non è lì a caso, non è uno scherzo o un tranello dell’autore. E quella finestra, quel buco di copertina, porta già direttamente all’essenziale della storia, all’anima pura e quieta del drago che, come un ranocchio, è  un animale pacifico, amichevole e sorridente.

Le apparenze ingannano, quindi. E soprattutto ingannano coloro che non vedono al di là del proprio naso e delle proprie idee preconcette. Come il re della città, dal naso spropositatamente grosso e rosso, alla ricerca di un nemico da combattere e che fa di tutto, anche traslocare un’ intera città sul colle dove vive serenamente il drago, solo allo scopo di istigare e belligerare.

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Ma il drago non prova alcun desiderio di nuocere ad alcuno e quindi la guerra ad un certo punto diventa solo una scusa per gli uomini di darsela a non finire, dimenticando quasi subito anche il motivo per cui avevano iniziato a combattere. Il tutto sotto gli occhi annoiati del drago, che alla fine non può più trattenere un enorme sbadiglio. Ma uno sbadiglio di drago, si sa, non è davvero un normale sbadiglio. E allora quello sbadiglio finisce con l’abbrustolire tutti quanti i contendenti. Che se ne rimangono così, immobili e basiti. Almeno, fino alla prossima disputa, alla prossima guerra, cioè tra “almeno cinque minuti”.

lacittaeildrago2Davvero Gek Tessaro ha creato un piccolo capolavoro. Le immagini e le parole sono l’una completamento dell’altra. E l’autore riesce con incomparabile leggerezza, in un connubio davvero difficile, ad evitare che la bellezza e la peculiarità delle sue vivacissime illustrazioni a collage, di grandissima maestria tecnica, possano in qualche modo prevalere sul testo in rima della storia. Un racconto che è infatti di altissimo livello poetico e sa conciliare la eco dei racconti cavallereschi e il ritmo melodico del cantastorie, con continui agganci alla realtà quotidiana contemporanea, senza mai incorrere in forzature o cadute di stile.

Anzi, proprio la sorpresa di questi incontri/scontri di situazioni tra passato e presente, sia nelle immagini (la gru cavalleresca che sposta la città sull’altra collina) che nelle parole “spostano tutto anche il teatro e non solo perfino il campetto di pallavolo” libera l’energia dirompente dell’ ironia. Un meccanismo narrativo che ci ha ricordato tanto quello usato da altri colleghi eccellenti, come ad esempio nelle avventure dei Paladini di Francia di Luzzati e Gianini libro altrettanto adorato da tutti e tre i miei figli.

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L’umorismo è infatti sotteso a tutta la storia: come nei ritratti dei re e dei cavalieri, mirabili caricature che sembrano strizzare l’occhio all’armata Brancaleone di Comencini.
Così come l’idea sovversiva che fa da filo conduttore a tutto il libro in cui i ruoli tradizionali tra mostro e eroe, vengono deliberatamente sovvertiti con grande godimento del lettore, progressivamente accompagnato, tra una sorpresa e un’altra, tra uno scontro e un altro, tra una risata e un’altra, a invece soppesare con assoluta serietà la veridicità del messaggio trasmesso: cioè quanto siano noiosi e ridicoli gli uomini tuttidiunpezzo e quanto sia assurdo, e anche tremendamente stupido, farsi la guerra.

Per capirlo, basta solo guardare a se stessi e al mondo da una prospettiva un poco più alta: bastano un paio d’occhi di drago. O forse, erano di rana?

Un libro consigliatissmo a tutti i bambini (e grandi!) alla ricerca di storie avventurose!

Se vi è piaciuto La città e il drago, potete acquistarlo tramite questo link affiliato:

Buona lettura!!!

Liebster Award

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Ho ricevuto il testimone per questo premio da Raffaella di Laprossimavoltamamma che ringrazio molto.

Le regole per partecipare sono le seguenti:

Ringraziare il blog che ti ha nominato.
Rispondere alle 10 domande.
Nominare altri 10 blog con meno di 200 follower.
Comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

Ed ecco le mie risposte:

Perché hai aperto un blog?
Perchè per me la scrittura e la maternità vivono in simbiosi: l’una completa l’altra, l’una approfondisce l’altra. Il blog è il posto in cui ho scelto di condividere con altri genitori la mia esperienza di mamma e di donna.

Ci parli un po’ delle tue passioni?
Naturalmente mi piace fare la mamma e se potessi, sarei una casalinga non disperata, ma felice! Sono un’appassionata di libri, un’ aspirante anglofona e (prima di tornare a lavorare!) anche una assidua praticante di yoga e crossfit.

Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?
Credo che i blog nascano dal desiderio di condivisione, quindi l’interazione è il senso vero dell’esistenza dei blog. Almeno del mio!

Di cosa parli nel blog?
Vitadimamma è un luogo in cui esprimo le mie riflessioni sulla realtà circostante. Dico spesso che i miei figli sono i miei maestri zen, perciò il blog riflette anche questo percorso di crescita personale.  E poi naturalmente parla dei nostri progetti e obbiettivi come famiglia, come ad esempio la mostra particolare versione di homeschooling (The English experiment), i menù settimanali, le ricette e l’autoproduzione che cercano di mettere d’accordo l’esigenza importante di mangiare il più possibile sano e la condivisibile necessità dei bambini di non subire privazioni a tavola, le nostre letture ad alta voce e le nostre esperienze di vita insieme. Ma il blog è in continua evoluzione e chissà dove mi porterà in futuro!

Hai creato un rapporto di amicizia con altre blogger? Vi siete mai conosciute personalmente?
Per ora ci sono molte conoscenze virtuali con molte mamme blogger, che stimo moltissimo.  Sarebbe bellissimo poter incontrarne qualcuna dal vivo, magari in uno degli eventi che vengono organizzati durante l’anno. Non vi ho mai partecipato ed è proprio un’esperienza che mi piacerebbe provare!

Come immagini il tuo blog tra due anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?

Non so come potrà essere il blog tra due anni, ma quello che mi piace di questa esperienza è che mi permette di imparare ogni giorno cose nuove e conoscere molte persone, anche se solo online. Spero di poter continuare a crescere come lo sto facendo adesso e per il resto, chissà, non si può mai dire quali opportunità potrà riservarmi il mondo del blogging!

La cosa che sai fare meglio?

Non sono abituata a pensare e a parlare di me in questi termini e la domanda mi mette davvero a disagio. Ma quel che posso dire è che credo che scrivere sia ciò che riesco a fare con più confidenza. Non so se lo so fare bene, ma certamente è una dimensione che mi appartiene profondamente e che riesce a mettere insieme tutti i pezzettini della mie varie esistenze di moglie, di mamma, di donna che spesso, nel caos quotidiano, sento come essere irrimediabilmente sparpagliati, inconciliabili. Ecco, la scrittura, insieme alla fede, mi aiutano nel continuo tentativo di rimanere integra, intera. E credo mi rendano una persona migliore.

Quanto tempo dedichi al tuo blog?

Non quanto vorrei. Ho tante idee che metto continuamente da parte per concentrarmi sull’immediato, su quel che posso fare al momento, con il poco tempo libero a disposizione. In questo specifico periodo, con anche un esame di inglese alle porte, conciliare tutto è davvero una sfida. Ma per me il blog è essenzialmente una passione e come tale, mi ricarica moltissimo e mi da’ moltissima energia.

Come nascono i tuoi post?

Nascono dalla vita di tutti i giorni, dal desiderio di riflettere sul quotidiano, di conservare la memoria delle piccole cose e anche dalla voglia di aiutare le mamme che, come me, hanno bisogno di tante scorciatoie pratiche per mandare avanti una casa e una famiglia senza diventare delle martiri e potersi concentrare invece su quello che veramente conta per noi. Nel mio caso, la mia famiglia e le relazioni con gli altri.

Un saluto a chi legge?

Grazie per aver dedicato del tempo a leggere questo post! Spero che passerete spesso a trovarmi e anche che potremo condividere le nostre esperienze!

Ecco i 10 blog che nomino (anche se non quanti followers hanno):

 
Ringrazio tutte queste blogger (e molte altre che non ho citato!) per essere ogni giorno fonte di grande ispirazione!
Ciao a tutti!

Menù settimanale 16 – 22 marzo 2015

Buon venerdì a tutti!

Il weekend è dietro l’angolo e conviene già organizzarsi per tempo per non arrivare a lunedì con la lingua di fuori per la fatica.

Poter contare su una base solida come il menù settimanale per i pasti della settimana è davvero un grande aiuto per la nostra famiglia. Domani si farà spesa e domenica ci cominceremo ad avvantaggiare qualche preparazione per la settimana in arrivo, soprattutto le colazioni e le merende, come ad esempio i biscotti-tutti-i-giorni (a proposito, avete visto quanto sono facili da fare?), lo yogurt, la granola, le camille fatte in casa o il pane. Nonchè il riso integrale o altri cereali in chicco per i pranzi in ufficio di noi genitori.

Questa settimana voglio assolutamente provare le polpette di carote di Daria, una blogger fantastica che ammiro davvero molto, piena di idee e che mi da’ tanta ispirazione in cucina (e non solo!).  Spero proprio che queste polpette ai miei figli piacciano e possano diventare una di quelle ricette base da riproporre ogni tanto.

Ecco quindi il menù. Basta cliccare sull’immagine per aprire il file pdf ed effettuare il download. Io tengo il pdf sul cellulare per consultarlo quando ne ho bisogno dovunque mi trovi e ne stampo una copia da tenere sott’occhio in cucina. Un piccolo, grande aiuto! Spero davvero che possa essere utile anche a voi.

vitadimamma_menu settimanale 16-22 marzo 2015

Buon fine settimana e buon weekend a tutti!