Il nostro calendario Montessoriano

Sono alcuni anni che rimugino nella testa l’idea di un calendario adatto ai bambini, cioè che riesca, in maniera semplice e diretta, a mostrare anche a chi non è ancora in grado di leggere, il senso del tempo che passa e delle stagioni.

Soprattutto ora che è ricominciata la scuola, sembra molto utile per i bambini poter orientarsi tra le stagioni che si avvicendano, tra giorni di scuola, giorni di vacanza e i vari impegni pomeridiani.

Il calendario di stile Montessoriano, come molte delle invenzioni della pedagoga italiana, aiuta i bambini, con semplicità e intuizione, a partecipare attivamente allo scorrere del tempo.
Costruito principalmente per immagini, è infatti fruibile a diversi livelli e a diverse età: nel nostro caso specifico sia dal più piccolo che ancora è alla scuola dell’infanzia, che dal più grande che frequenta la seconda elementare.

Inoltre la sensazionalità di questo calendario, consiste anche nel fatto che, così come è concepito, permette ad ognuno di personalizzarlo come meglio crede in base alle esigenze e alle peculiarità della propria famiglia.

Farlo da sé è estremamente semplice e economico. Sulla base di alcuni esempi americani come questo, lo abbiamo costruito anche noi, con grande soddisfazione di tutti.

Ed ecco inoltre per voi, un breve tutorial.

Sin da subito i bambini sono stati molto presi da questo progetto e ho notato che questo tipo di visualizzazione temporale li ha accompagnati nell’acquisire maggiore sicurezza e centralità in riferimento alla scansione del tempo passato, presente e futuro, aiutandoli a distinguere meglio ciò che è già accaduto da ciò che è presente e ciò che li aspetta in futuro.

Il calendario ci sta inoltre aiutando molto a introdurre nei bambini quella abilità del pianificare i propri desideri ed impegni,  ponendoli come agenti del proprio tempo e delle proprie scelte e non dei semplici fruitori di decisioni altrui.
Allo stesso tempo inoltre, sta aiutando noi genitori ad arricchire qualitativamente i nostri pomeriggi insieme pianificando per tempo nuovi progetti e nuove attività.

Il calendario montessoriano è quindi per noi diventato un modo stimolante e divertente per tenere traccia visibile del nostro tempo insieme come famiglia. Un tempo che siamo tutti orgogliosi di fruire con coscienza e intenzionalità.

Tutorial: il nostro calendario Montessoriano

Materiale necessario :

  • una lavagna di sughero
  • puntine per lavagna di sughero
  • carta (e stampante) per scritte e, eventualmente, per i disegni
  • carta adesiva trasparente per plastificare le scritte e i disegni

Prima di tutto bisogna costruire la griglia permanente del calendario. Per far questo ho tracciato una griglia su un cartoncino Bristol formata da 7 rettangoli di 5.5 x 3 cm (su cui poi ho incollato le scritte dei giorni della settimana) e 5 righe di  7 rettangoli da 5.5 x 7  cm. Ho plastificato il tutto e fissato al sughero con la sparapunti. Abbiamo poi stampato i giorni del mese corrente fissandoli con le puntine sulla griglia.

Per la sezione ieri/oggi/domani, abbiamo ritagliato 7 cartoncini che abbiamo fissato “a tasca” con la sparapunti e creato i bastoncini con tre cannucce su cui abbiamo fissato con lo scotch i tre cartellini.

Nella parte sinistra della lavagna di sughero abbiamo invece fissato con la sparapunti tutte le scritte che rimangono fisse come “anno” , “stagione”, “oggi il tempo è”, “oggi” (vacanza/scuola) “oggi si fa” (la sezione delle varie attività pomeridiane), “i dodici mesi” mentre i bambini si sono divertiti a disegnare i cartellini intercambiabili delle stagioni, del meteo, della vacanza/scuola (simbolizzati rispettivamente con il disegno di una bicicletta e di uno zainetto) e delle azioni (noi ne abbiamo creato per ora alcune come judo, cucinare, gioco libero, computer, parco giochi, amici, festa…ecc.) e che abbiamo poi plastificato e ritagliato.

 

Questo progetto ci ha entusiasmato ed ha coinvolto tutta la famiglia. Spero che anche per voi sia lo stesso!

Buon lavoro a tutti e buon divertimento!

 

La mia sfida

Sono un animale domestico. Così, quando sin da piccola mi figuravo il mio futuro, non ho mai avuto una idea ben chiara di me come individuo, con un lavoro definito fuori dalla mia casa. Ma avevo un’immagine ben precisa in testa: sarei stata una mamma.

Mi è sempre piaciuto imparare ed ho amato molto, sin da piccola, scrivere. Temi e saggi, più che storie.
Cresciuta in una casa piena di libri, ho naturalmente trovato interesse per la lettura.
Seppur abbia seguito negli studi universitari la mia passione per il teatro e la danza, al cui centro c’era l’uomo come mente-corpo pensante, non ho mai avuto alcun interesse di farne una vera e propria carriera. Anzi, direi di non essermi mai focalizzata sulla ricerca di una professione vera.

Per molti anni, assolutamente troppi direi, ho fatto quello che dovevo fare: sono entrata nel mondo del lavoro con diligente spirito di collaborazione e sentimenti di gratitudine verso la mia famiglia di origine.

Matteo ed io ci siamo sposati con grande gioia: presi più dall’entusiasmo di mettere su famiglia, che da calcoli pratici e progetti a lungo termine. Sposarmi e diventare mamma è stata una scelta che ho preso, per la prima volta in tutta la mia vita, ascoltando il mio io interiore invece del mio ingombrante essere sociale.

Conservo ancora i test di gravidanza di entrambi i miei bambini. Sono segni indelebili di una rivoluzione fisica e psichica. Di uno slancio verso un futuro già iniziato e di un percorso a ritroso dentro di me e verso i miei ricordi, la mia infanzia e la riscoperta della mia vera natura.

I miei figli mi hanno insegnato con infinita dolcezza e a volte con fortissima determinazione, a fare i conti con me stessa e a confrontarmi con molti scheletri nell’armadio. E a vivere con coscienza e intenzione la mia vera passione d’infanzia.
E nulla è più uguale a prima.

Di certo non è sempre tutto rose e fiori: essere genitori non è sempre semplice ed esaltante, soprattutto quando i bambini ci rendono così arrabbiati, avidi di briciole di tempo libero senza minori nelle vicinanze, stressati dalla vita frenetica e quella di coppia …beh…diciamocelo … quale vita di coppia?
E credo che fanno bene molte mamme a essere oneste con se stesse e a confrontarsi tra di loro sul lato più oscuro della maternità e della genitorialità.

Ma questo non vuol dire che essere mamme sia uno stato d’essere in cui sia preclusa per antonomasia la felicità e la realizzazione personale.
Di certo ogni mamma è a sé, e porta dentro una differente storia.
Personalmente, l’essere mamma mi ha reso una persona enormemente felice e mi ha aperto la strada per una crescita personale a volte dolorosa, ma sempre entusiasmante e appassionante.

E poi ci sono loro. I miei figli.
Le persone più divertenti dell’universo.
Con loro, ho riscoperto la mia più istintiva risata.

Quando sono diventata mamma, non sapevo nulla di bambini. A parte mio cugino, di alcuni anni più piccolo di me, non ne avevo mai tenuto in braccio uno. Sentivo intorno a me una legge non scritta (e forse nemmeno detta) per la quale le mamme sanno naturalmente “da sé” come comportarsi con i loro figli. Seppur attribuisca all’intuizione e alla sapienza istintiva delle mamme e dei loro figli grande valore, so per certo che l’esperienza mi sarebbe stata più semplice e probabilmente meno frustrante a volte, se avessi sin da subito conosciuto delle piccole strategie e delle pratiche nozioni che mi avessero facilitato un poco la vita quotidiana con i bambini.

Pian piano, attraverso blog e libri, ho avuto modo di conoscere moltissime diverse realtà, sul mondo delle mamme, realtà diversissime da ogni parte del mondo, ma che alla fine si accomunano tutte e che mi hanno aiutato a sciogliere molti dubbi e a stimolare in me e nella mia famiglia appassionanti e entusiasmanti orizzonti.

Credo che ogni mamma si deve equipaggiare di strumenti pratici che ci permettano di esprimerci al massimo con i nostri figli, aiutandoli a irrobustirsi e a superare le loro debolezze. Pretendiamo la professionalità in tutte le differenti aree della nostra società e della nostra vita: perché i nostri figli dovrebbero ricevere di meno?
I nostri figli meritano di averci al nostro meglio: mamme entusiaste, motivate e preparate.
E non ho detto perfette: ho detto al meglio di noi stesse.

I figli con la loro spontaneità e la loro innocenza ci pongono di fronte a nuove sfide ogni giorno. E trovo questo di grande stimolo. Spesso commetto degli errori e mi sento tremendamente inadeguata, ma so che questo viaggio lo voglio percorrere con coscienza e gioia, facendo del mio meglio ogni giorno per mantenere l’entusiasmo e un clima familiare sereno e stimolante per tutti.