Friends

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C’è un che di insolito nel frequentare alcuni amici di scuola dei propri figli, qui in vacanza tra le montagne austriache.

Si possono infatti fare alcune scoperte sorprendenti, come quella di trovarsi ancor più a  proprio agio con loro, lontano dalla propria casa e dai comuni punti di riferimento.

Si può scoprire che si hanno moltissimi più argomenti di conversazione di quelli soliti che si intavolano quasi automaticamente nel cortile di scuola: la classe, le maestre, la preside, i compiti, i regali per le feste e via dicendo.

Ci si scambiano sorrisi più autentici e parole più sincere quando le circostanze non impongono di incastrare gli incontri tra un allenamento di rugby e uno di judo, tra un pranzo con i parenti e una cena di compleanno.

Qui in montagna, è vero, molte amicizie possono essere messe alla prova dalle differenti idee di vacanza che ogni famiglia porta con sè: c’è la famiglia del “mattino ha l’oro in bocca” e quella che preferisce attardarsi a letto ancora un po’, almeno quando è in ferie; c’è quella che ama la buona tavola e quella che ricerca più l’avventura escursionistica.

Molta differenza si gioca sul terreno dell’educazione dei figli:  c’è chi esercita maggiormente il controllo e chi invece preferisce allentare più la corda, chi ama circondarsi di bambini e chi invece concepisce la vacanza divisa in due strade parallele: quella dei grandi e quella dei bambini.

Molti di questi differenti atteggiamenti possono condizionare fortemente amicizie anche di lunga data, amicizie che  reggono bene invece i ritmi della vita quotidiana.

Non è stato questo il nostro caso: i giochi dei bambini, il cibo, la birra, i panorami mozzafiato, i prati e le passeggiate ci hanno permesso, in sole due intense giornate, di conoscerci di più e scoprire di aver voglia di conoscerci ancora meglio al ritorno dei nostri figli sui banchi di scuola.
E magari anche prima.

E non solo, questa volta, per parlare di compiti e di feste di compleanno.

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