Il momento presente

Dopo un prolifico periodo in cui mi sono concentrata, con successo direi, nel perseguire alcuni progetti e obbiettivi personali, un periodo di grandi scoperte e di vivido entusiasmo, un’inaspettata influenza gastro-intestinale mi ha obbligato (e con me la mia intera famiglia!) a prendere una pausa dal regolare svoglimento delle mie attività quotidiane.

E questa specie di montagna russa emozionale, mi ha costretto a vedere le mia vita da un punto di vista differente dal solito.

A volte la debolezza fisica aiuta le persone a concentrarsi maggiormente su ciò che è veramente essenziale nella vita e, credo, che sia quello che è capitato questa volta anche a me.

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Ho scoperto, per esempio, quanto sia difficile per me ritornare sulla retta via, finchè non riesca a concentrarmi su una nuova, prossima e accattivante, sfida.

E ho realizzato quanto ancora sia tremendamente facile per me, vivere la mia vita senza essere consapevole dei miei veri propositi.

E ancor di più, quanto ancora abbia bisogno di attingere ogni volta ad una grande determinazione e forza di volontà,  per riuscire a rimanere sul percorso che mi sono prefissata.

Posso facilmente ammettere che questa terza gravidanza (sono al momento alla 31a settimana) sia stata sinora caratterizzata in gran parte dalla sfida – e in verità, dallo strenuo sforzo – di stabilire una routine quotidiana di cose e progetti che ho bisogno di  completare ogni giorno: ho riempito pagine e pagine di liste di cose da fare, di prospetti progettuali, di possibili visioni future della mia vita, di liste di priorità, di piani, di obbiettivi, di classifiche e così via, ma ogni volta qualcosa sembra porsi in mezzo alla mia strada.

Ciò di sicuro succede perchè la vita – e non c’è via di scampo – accade. E, d’altro canto, auspico con tutto il cuore che continui a farlo per molto tempo ancora!

Ma ciò che in tutto ciò mi innervosisce enormemente, è constatare di quanto enorme sforzo energetico io abbia ancora bisogno solo per rimanere concentrata su ciò che devo fare, e che so che debba esser fatto, per mantenere un personale stato di benessere psico-fisico e, contemporanemente, per seguire e aver cura di quello della mia famiglia.

Allo stesso tempo, realizzo ora che probabilmente il mio obbiettivo si stia sempre più definendo nel superare l’ enorme distanza che mi separa dall’ essere e dal non-essere nello stato mentale di sfida.

Quello che intendo, è che mi piacerebbe raggiungere più facilmente uno stato di immobilità dove possa padroneggiare un personale, semplice ed efficace modo di vivere caratterizzato principalmente dal buon senso e dove non debba ogni volta sperimentare lo stress e lo spreco di energie che derivano dall’ agire secondo opposizioni e reazioni ad azioni precedenti (azione: una giornata negativa/controreazione una giornata positiva e viceversa).

E quel che è peggio è che solitamente, per reagire, mi trovo ad aver bisogno, ogni volta di più, di una nuova sfida a cui attaccarmi e con cui confrontarmi.

E aver così tanto bisogno di sfide – seppur possa certamente essere interpretato come un sintomo positivo di bene per se stessi e di forte autostima – non è ancora di certo il segnale di un equilibrio interiore che vorrei poter finalmente concedere a me stessa.

Sono ora cosciente che continuo ininterrottamente ad alimentare aspettative che riguardano le mie azioni e i miei comportamenti, quando invece forse si tratterebbe solo di semplificare, solo di respirare e ascoltare il mio vero io interiore.

In qualche modo, sto lasciando che il mio bisogno di essere produttiva e focalizzata sui miei obbiettivi, prenda il sopravvento su me stessa.

Cioè sto realizzando sempre più chiaramente – nonostante quanto di positivo tutto ciò abbia apportato ad una visione più lucida di ciò che ho bisogno di realizzare quotidianamente per il mio e altrui benessere –  quanto spesso in realtà io concentri la mia attenzione esclusiva su accadimenti futuri e sui risultati delle mie azioni, più che invece apprezzare la semplice consapevolezza del momento presente.

Vorrei auspicare per me un più quieto e consapevole stato di essere dove i bisogni non siano più bisogni, i desideri non più desideri, le aspettative non più aspettative, le necessità non più necessità, ma dove le azioni siano semplicemente azioni, momento dopo momento, in linea con il flusso della mia coscienza e della mia vera natura interiore.

Ho di certo la necessità di assumere una buona dose di pazienza e di benevolenza verso me stessa mentre mi impegno ad imparare ad essere meno concentrata sul risultato e sulla produttività e più invece su una semplice, quieta e pacifica coscienza e consapevolezza di me stessa e del mondo in cui vivo come particolare, unico, essere vivente.

Credo che questo possa essere il mio vero obbiettivo personale per il prossimo anno, ormai alle porte: trovare un nuovo equilibrio tra me e le mie sfide.

In questo modo ad esempio, non avrò più bisogno di allenarmi quotidianamente perchè so che è salutare e perchè so che mi sentirò molto meglio nel farlo e dopo averlo fatto: mi allenerò e basta.

Perchè quando lo faccio, sono semplicemente in linea con la mia natura interiore, con la mia particolare saggezza personale.

Lo stesso approccio può essere allora applicato allo scrivere, alla maternità e alla genitorialità, all’ essere una moglie rispettosa, al mangiar sano, alle faccende domestiche e alle incombenze quotidiane, all’amicizia leale e ai rapporti sociali in genere, e così via.

In fondo, spero soltanto di essere buona con me stessa in questo particolare periodo e di accettarlo così come esso effettivamente è, senza sentimenti di colpa e, soprattutto, facendo ciò che devo fare, passo dopo passo.

A volte, è più facile porre la propria completa attenzione in ciò che c’è bisogno sia fatto, che pensare e ripensare a quello che bisogna fare…e, quando ci riesco,  il tempo, sorprendentemente, sembra espandersi!

Auguro a me stessa un posto dove finalmente non desideri più nulla, ma dove semplicemente io sia.

Dove non ci sia più lotta, motivazione, determinazione, sforzo e sfida, ma SOLO consapevole rispetto del momento presente.

Un pensiero riguardo “Il momento presente”

  1. Grazie a te Andrea! Troppo buono! Guarda, secondo me, l’importante è comunque provarci ogni giorno! Poi quel che viene…viene! A presto!

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