feb 252013
 

James Abbott McNeill Whistler (1834–1903), “Arrangement in Grey and Black No. 1″, aka “Whistler’s Mother”, oil on canvas, Summer 1871

Quando impareranno a mettere le scarpe al loro posto?

Possibile che devo ricordare ogni sera di lavarsi i denti?

Quando la finirano di lanciare i calzini sporchi dal letto prima di mettersi sotto le coperte??

Quando sono in casa passo intere giornate a pulire la tavoletta del bagno, vittima di troppi centri mancati, a passare l’aspirapolvere sotto al tavolo prima che il mio piccolo si mangi tutte le briciole residue dell’ultimo pasto, a caricare lavatrici e a raccapezzare mutande e vestiti lasciati per terra, a pulire sederini sporchi e a raccogliere continuamente oggetti da terra, cercando di ritrovare ogni volta il loro posto….

Mentre gattono rincorrendo quel buffo birbaccione urlante di risate isteriche di gioia e eccitazione, il mio sguardo si sofferma sulle manate unte sul vetro della finestra del salone e sul variegato habitat di oggetti non bene identificati che giacciono nascosti sotto il divano.

Presa dalla persistente ciclicità di compiti mondani delle mie giornate casalinghe, i miei occhi smettono di guardare e le mie orecchie di prestare ascolto. Si assopiscono nel passare oltre, nel pensare al dopo, nel rifuggire dall’ora.

Per quanto stancante, debilitante e infinito possa sembrarmi questo momento della mia stagione di mamma di tre maschietti di 1, 6 e 8 anni, questo momento domani non ci sarà più, sarà finito.

Come ora devo ricordare con non poca concentrazione come era stato cullare il mio primo figlio, come era stato accompagnare con la mano il mio secondo che muoveva i primi passi e, solo sei mesi fa, le lunghe sedute di poppate del mio terzo figlio sul divano, tra pochi attimi mi chiederò di riportare alla mente la sensazione mattutina di avere un’intera giornata piena si di compiti mondani, ma emotivamente libera dai fardelli di preoccupazioni gestionali e dagli stress lavorativi della mamma pendolare.

Sapere che quella prima parola detta a mezza bocca l’ho sentita, che quel passo incerto l’ho testimoniato, che quella risata corale (per cosa, poi?) sulla strada bagnata, di ritorno dalla scuola, l’abbiamo vissuta insieme, che quel dolce peso sull’anca destra e l’abitudine a far tutto con una mano sola erano la mia normalità…

Un giorno piangerò di nostalgia al ricordo di quel continuo piegarsi sulle ginocchia ruvide e screpolate a forza di gattonare rincorrendo piedini veloci e a chinarsi a raccogliere macchinette.
Un giorno le mie ginocchia saranno tremendamente liscie e morbide, il mio seno sarà di nuovo completamente vuoto e questa volta non per un periodo della vita, ma lo sarà per sempre.

Aiutami Signore ad amare tutte le stagioni della mia vita, ad accogliere il ciclico avvicendarsi dei mie compiti mondani con animo paziente e a preservare con cuore attento e consapevole quei momenti quotidiani che ora paiono infiniti, ma che invece un giorno mi sembrerà di poter contare sulle dita di una mano.

Aiutami ad amare tutto, il bello e il brutto, l’eccitante ed il noioso, ciò che sembra esaltare la mia natura e ciò che mi sembra non padroneggiare mai.

Aiutami ad affidarmi a Te, ai piani che hai scritto per me. Ad amare la mia famiglia donandomi a loro completamente, senza bisogno di ricompense, oltrepassando il mio egoismo e servendoli con cuore puro come hai fatto Tu.

Perchè questi giorni, presto, non saranno più.

  5 Commenti to “Stagioni”

  1.  

    Ciao Ludovica!!! ti faccio prima di tutto i complimenti per il tuo splendido blog…ma soprattutto per questo bellissimo post!!! io per ora ho solo due bambini sotto i due anni e mezzo e a volte mi sento sopraffatta dalla routine quotidiana ma come te cerco di ricordarmi che questi giorni, magari molto stancanti, non torneranno più ed è un dono l’oggi che si deve vivere lodando e ringraziando il Signore sempre!!!
    Chiara recently posted..Settimana internazionale dei pannolini lavabiliMy Profile

    •  

      Grazie Chiara dei tuoi complimenti!!! Mi fanno molto piacere! Sono felice che le.mie parole ti possano avere in qualche modo emozionata. E spero anche che possano aver aiutato anche te come me a porre il quotidiano in una prospettiva diversa, piú ampia e più alta! Ma come è difficile essere costanti!!!!! Non trovi????

  2.  

    Difficilissimo…davvero!!!
    Chiara recently posted..MammaCheBlogMy Profile

  3.  

    Cara Ludovica, sono giorni che passo tutti i miei momenti “liberi” sul tuo sito. GRAZIE di cuore, le tue riflessioni sono un aiuto e uno spunto di crescita enorme. grazie, maria

    •  

      Ti ringrazio molto. Il mio blog e’ in stallo da un po’ di tempo, aspetto che mi ricrescano un po’ di piume nelle ali e poi spero di ricominciare a volare.

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