Orizzonti

Come ha giustamente ricordato qualcuno, settembre è il vero Capodanno.
Momento in cui, ancor più di inizio anno, ci si concentra sui buoni propositi, su nuovi progetti, su diverse attitudini.

Questo settembre per noi in famiglia, è particolarmente ricco di cambiamenti: un figlio che farà il grande salto verso la scuola elementare, un altro che comincerà la classe terza, la temuta terza, quella in cui, si dice, si comincia a studiare sul serio, con tanto di lezioni da ripetere!
Per un altro settembre sarà il mese in cui abbandonerà definitivamente lo stadio del lattante e comincerà a conquistare dei ritmi quotidiani più cadenzati dalle proprie inclinazioni di gusto e di gioco, e non da ultimo, dalle routine scolastiche dei fratelli più grandi.

E’ anche il mese di un mio (parziale, per ora) ritorno al lavoro: un momento importante di crescita per tutti noi, in cui mi metto alla prova nuovamente e sperimento in quali termini sia possibile conciliare i vari ambiti e i vari ruoli della mia vita personale e familiare.

Dopo la nascita del piccolo a febbraio, effettivamente questo è il primo momento in cui ognuno di noi in famiglia, si lancia verso nuove sfide, verso la conquista di nuovi equilibri al di fuori del nostro nucleo familiare.

Nulla ci può assicurare del fatto che il risultato sarà del tutto positivo.  Nessuno di noi ha la certezza che le proprie previsioni mentali, che i propri calcoli razionali, che le proprie aspettative illusorie, abbiano qualche speranza di combaciare con la realtà dei fatti. E che ognuno di noi sia effettivamente pronto per il salto che lo aspetta.

Starò bene nella nuova scuola? Sarò capace di imparare tante nuove cose? Riuscirò comunque a essere una buona mamma? Abbiamo preso la giusta decisione per la nostra famiglia? Saremo nonostante tutto una famiglia felice?

Queste sono le domande che aleggiano in questi giorni nelle nostre anime, mentre ci parliamo, mentre bisticciamo, mentre ci scrutiamo l’un l’altro senza farci accorgere.

A queste domande non abbiamo avuto ancora risposta. Stiamo sul ciglio e aspettiamo il momento di saltare.
Ma di una cosa sono sicura: che non esisterà mai un momento più giusto di questo, un momento in cui saremo più preparati; in cui saremo più sicuri di noi stessi o saremo più pronti.

A volte bisogna spiccare il volo e lasciare che sia esso ad insegnarci come aprire le ali e imparare a volare.

E magari capire che quegli ostacoli che ci sembravano insormontabili sono poi superabili e fattibili, e invece scoprire che ciò che pensavamo eccitante e stimolante non era invece per nulla in linea con i propri valori e con i propri sogni.

Quel che è certo è che molto di quello che abbiamo vissuto sin ora, in quest’ estate lunga, piena, avventurosa, emozionante, e per altri versi stancante ed estremamente difficile, sará fra poco del tutto diverso.

Perchè il cambiamento è la vera unica costante nella vita di tutti noi ed opporsi ad esso o temerlo, non fa altro che snaturare la nostra vera essenza e depauperare il senso del nostro passaggio in questa vita.

“…Perchè io non ho speranza, io ho fede.” scrive un grande poeta dei nostri tempi.

Scelgo quindi di riporre nuovamente in alto le mie domande e quelle dei miei cari. Scelgo di affidare a quella conoscenza infinita i nostri piccoli garbugli dell’anima e attendo fiduciosa che la realtá dei fatti illumini l’orizzonte che si sta giá profilando davanti a noi.