Pianificare un menu settimanale

Ci siamo quasi.
Fra un paio di settimane al massimo, la nostra vita familiare sarà rivoluzionata, di nuovo.
E questa volta ce la vivremo tutti e quattro!
Come ho già scritto, siamo tutti molto emozionati. E non abbiamo idea di come cambierà la nostra vita.

In questo momento di passaggio, io più che mai, ho bisogno di punti fermi. E da fervida appassionata di organizzazione familiare, me li sto creando, assecondando i miei bisogni di ordine mentale e affinando quelle che potrei definire le nostre priorità familiari.

Da un punto di vista pratico, una delle migliori strategie organizzative che hanno sinora facilitato enormemente la vita in famiglia, è stato stabilire e utilizzare un menu settimanale.

Insieme alle routine giornaliere e settimanali, di cui magari parlerò in altre occasioni, creare un menu settimanale è per me un modo per rendere efficiente una parte consistente della vita familiare. Sapere già in anticipo cosa è previsto a cena non solo per la sera stessa, ma anche per tutta la settimana, è un modo efficacissimo per evitare la cosiddetta ansia delle 5 di pomeriggio, ovvero l’eterna domanda che ogni mamma si pone ad un certo punto della giornata: “Cosa faccio stasera per cena?”.
Con il menu settimanale questo problema, non esiste più, o meglio, alla domanda c’è una risposta certa, ogni giorno.

Inizialmente, circa un anno e mezzo fa, ho cominciato a stilare ogni settimana il menù in base ad esigenze inerenti la mensa dei miei figli: per evitare di ripetere piatti che avevano già mangiato a pranzo a scuola, stabilivo 5 cene a settimana che non coincidessero con i pranzi. Va da sè, che la salute di tutta la famiglia, migliorava: era assicurata per tutti una certa varietà e, stabilendo il menù in anticipo, anche una scelta più oculata delle componenti nutritive.

Il menù settimanale poi in realtà si è rivelato anche un fondamentale aiuto in termini economici: ci permette infatti di stilare con anticipo una lista della spesa congrua al menù della settimana e, attenendoci solo ad essa, risparmiare tempo e denaro. Inoltre permette di limitare al massimo i viaggi verso/dal supermercato durante la settimana e quindi risparmiare ancora di più, facendo un unica spesa alla settimana.

Ma devo dire che, soprattutto nell’ultimo trimestre, il menù settimanale è diventato un sussidio straordinario nel menage familiare perchè mi permette di dedicare il meno tempo possibile anche alla pianificazione del menù stesso. A me piace cucinare e devo ammettere che non mi pesa eccessivamente stare ai fornelli , ma in questi ultimi mesi di gravidanza, ho apportato alcuni cambiamenti fondamentali che mi hanno permesso di ottimizzare il metodo, applicando la legge del minimo sforzo e del massimo risultato.

Sono infatti passata a pianificare 2 settimane di pasti per volta, concentrando la pianificazione in una unica sessione .
E, soprattutto, ho capito che in base ai gusti della nostra famiglia e alle nostre abitudini alimentari, non c’era effettivamente bisogno di stilare ogni volta ex-novo i menù. Bastavano un paio di menù flessibili e orientativi per rendermi la vita sicuramente più facile e meno impegnativa in termini di tempo e di concentrazione.

Per prima cosa, ho pianificato, (anche su una base orientativa dei pranzi a mensa) le scelte proteiche delle cene settimanali, ovvero esclusivamente i cosiddetti secondi per 2 settimane.
Ho capito, che non avevo bisogno in realtà di pianificare i contorni, perchè sapendo più o meno la quantità richiesta a settimana, riesco a scegliere il tipo di verdure e frutta che trovo disponibili a seconda delle stagioni e della disponibilità al mercato di zona. Inoltre, durante la settimana, cerco sempre di attenermi a preparazioni veloci e semplici, che ben si adattano ai nostri gusti e al nostro tipo di vita familiare.

Ho allora stabilito una griglia bi-settimanale di cene che faccio ruotare quindi, ogni 2 settimane.
Avendo pianificato solo i secondi, la flessibilità dei 2 menù, fa si che non si percepiscano affatto le ripetizioni dei pasti e si apprezzi comunque una certa varietà.

Ecco un esempio:

1a settimana
LUNEDI’: carne (a scelta: macinato o marinata, pollo o vitello)
MARTEDI’: minestra e pesce
MERCOLEDI’: formaggio e legumi (lenticchie stufate, fagioli all’uccelletto, ceci conditi o falafel fatti in casa, riso e piselli…)
GIOVEDI’: burritos (i miei vanno matti per le tortillas con carne macinata) e verdure stufate
VENERDI: o pesce o pizza fatta in casa (dipende da cosa preferiamo di più)
SABATO: pianifico in linea di massima anche il pranzo: uova (omelette, occhio di bue, sode o alla coque) e la sera cena americana con hamburger e patatine fatti da noi.
DOMENICA: libera e leggera dopo i pranzi domenicali che solitamente facciamo dai nonni, da amici oppure da noi con pasta per primo e secondo di carne, quindi solitamente per cena basta un toast o un brodino di verdura con degli affettati misti

2a settimana:
LUNEDI’: carne (a scelta: polpette, carne panata, arrosto o qualcosa che ho già surgelato in precedenza, ecc.)
MARTEDI’: formaggio e legumi
MERCOLEDI’: uova
GIOVEDI’: minestra e legumi
VENERDI: pasta e pesce
SABATO: pianifico orientativamente anche il pranzo che è pasta col pesto fatto in casa (o comunque qualche ricetta nuova che contenga semi oleosi) e legumi. La cena è pizza fatta in casa
DOMENICA: minestrina con formaggio

Nel mio menù settimanale ho anche pianificato un accenno di colazioni, merende e pranzi (questi ultimi solo per me che sono a casa), soprattutto per evitare di rimanere a corto di idee e mangiare il più sano possibile, ora che sono in gravidanza, ma mi adatto molto usando avanzi della sera prima e cucinando in anticipo per le colazioni (ciambelloni, pan brioche o biscotti).

Aiuta anche molto preparare in anticipo più secondi contemporaneamente e surgelarli per le cene della settimana. Preferisco infatti cucinare il più possibile in meno sessioni, l’ho trovato comodo in termini di tempo nelle preparazioni e anche un modo per sporcare meno la cucina durante la settimana.
Inoltre, se ho voglia di provare qualcosa di nuovo, posso tranquillamente inserirlo sulla base allo schema orientativo che è pianificato per quel giorno.

Questo è quindi lo schema di massima che applico per la nostra famiglia, ma credo che ognuno possa facilmente crearne a non finire in base alle proprie esigenze, ai propri gusti e ritmi familiari.
E’ uno schema che quindi consiglio vivamente a tutti e che inoltre penso ci potrà facilitare la vita nei primi mesi dopo la nascita del fratellino, in cui ci sarà bisogno di ottimizzare al massimo la spesa e le cene familiari. Inoltre non necessita della mia presenza e supervisione, perchè può essere tranqullamente gestito anche da mio marito in piena autonomia.

Di certo la vita sarà per noi piuttosto piena nei prossimi e sapere che questa parte della gestione familiare è più o meno sotto controllo, mi permette di concentrarmi solo su quello di cui veramente c’è bisogno.

E voi, che strategie usate e suggerite per organizzare i pasti della vostra famiglia?