Auguri di buona Pasqua!

Giotto, Noli Me Tangere, Cappella degli Scrovegni, Padova.

Oggi, è Venerdì Santo e voglio cogliere l’ occasione per ringraziare tutti quanti voi, augurandovi una Pasqua di pace e serenità.
Spero che la Pasqua possa portare in tutti noi una rinascita, un nuovo inizio, che possa ricaricarci spiritualmente e possa darci l’opportunità di fare un piccolo bilancio della nostra vita, verificando se le nostre priorità interiori siano poi realmente rispettate nelle nostre azioni di vita quotidiana.

Vorrei lasciare a tutti una preghiera di S. Francesco al crocifisso di S. Damiano, che io e i miei figli amiamo particolarmente e che da qualche giorno, recitiamo insieme prima di dormire:

O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa,
carità perfetta e umiltà profonda.
Dammi, Signore, senno e discernimento
per compiere la tua vera e santa volontà.
Amen.

Buona Pasqua!

P.S.: Questa settimana viste le feste, il consueto menù settimanale è sospeso. Riprenderà dalla settimana successiva.

Confessioni di una mamma più-che-imperfetta

I giorni passano nella nostra casa. E ogni giorno porta nuove sfide e nuove riflessioni.
Il piccolo batuffolino cresce, è immensamente bello e, per la gioia dei suoi genitori, elargisce sorrisi e versetti di giubilo senza risparmiare nessuno e pare essere sinceramente contento di essere al mondo.

 Questi, sono i giorni che sanno di latte e che ricorderò per sempre nel mio cuore, come è accaduto per quelli dei due fratellini. Sono i giorni cadenzati dal ritmo delle poppate, ma anche i giorni che ogni volta nascono nuovi e sono colmi di nuove scoperte.
Il fratello più grande è molto amorevole e affettuoso nei confronti del piccolo, lo culla, lo carezza e lo bacia con grande desiderio di essergli vicino e di confortarlo.
L’altro, è forse un po’ più guardingo, ma ogni giorno di più apprezza la presenza del nuovo fratellino e comincia a baciarlo e accarezzarlo anche lui. Gli sta anche insegnando i nomi dei suoi Gormiti preferiti…il che è il segno di una grande onorificenza!

In questo periodo, come era prevedibile, le mie energie son state focalizzate prevalentemente sul piccolo arrivato e, seppure mi aspettassi di peggio, ho avuto ben poco tempo materiale per dedicarmi ai miei due figli maggiori con la stessa intensità di prima.
La scuola, una manna dal cielo nei primi due mesi, mi ha dato modo di concentrarmi sul piccolo con la dovuta attenzione, e da qualche tempo, la bella stagione mi ha permesso di ritornare parzialmente all’abitudine di prendere i bambini all’ora dell’uscita. E il nostro trio è ora diventato un allegro quartetto.

Di certo, i pomeriggi sono spesso ora caratterizzati da giochi a cui io partecipo solo in parte.

Il che da un certo punto di vista, ha solidificato ancora di più il sodalizio tra i due fratelli più grandi, che si cercano e giocano (e litigano) assieme con grande passione. D’altro canto, era ciò che in parte mi ero prefissata di fare sin dall’inizio di questa nuova avventura: cioè, mettermi da parte e lasciare che fossero loro a richiedere la mia presenza, qualora fosse stato necessario. E infatti, con sorpresa, sono diventati molto più autonomi e fieri di esserlo: ora si vestono, rifanno i propri letti, si infilano i pigiami e si lavano i denti tutti da soli. Cose che fino a poco tempo fa, erano oggetto di continui sforzi da parte di noi genitori.

 Il rovescio della medaglia è che, nonostante sia molto orgogliosa di loro, vivo tutto ciò con un latente senso di colpa. Sento che li sto trascurando e spesso, mentre mi parlano, invece di guardarli negli occhi , li trapasso con lo sguardo pensando ad altro, come all’incastro degli orari della serata, tra doccie, bagnetto, cena da preparare e lavatrice da avviare…

Mi sento pronunciare parecchi “no” categorici, che prima sapevo evitare con un paio di alternative allettanti. E capita anche che i due si lamentino dei miei “Aspetta un momento” e dei “Dopo lo facciamo”, che non sempre poi, lo ammetto, vengono rispettati.

L’uomo di casa si barcamena al momento tra lavoro, lo stress da traffico del pendolare e le numerose inconbenze pratiche che prima riuscivamo a sbrigare alternandoci e che adesso gravano quasi completamente su di lui: come accompagnare i bambini a scuola la mattina o portarli a judo nel pomeriggio, oppure fare la spesa “grossa” al supermercato.

Il che ci porta, la sera a tavola, a guardarci ed ascoltarci, lo ammetto, spesso senza grande partecipazione emotiva, tra un bambino che piange perchè ha tanto sonno, uno che fa i capricci perchè non vuole mangiare gli spinaci e l’altro che ci vuole a tutti i costi raccontare quella barzelletta “che dice…che dice…che dice…”… Insomma, una di quelle fasi matrimoniali in cui “…Ti amo, ma…sii buono, aspetta un attimo pure tu!”.

E  poi sono cominciate le fatidiche vacanze pasquali. La prima vera vacanza da scuola che abbiamo vissuto dalla nascita di G. E’ stata una bella sfida! Tre figli ed una mamma e più di 12 ore da passare insieme “tête-à-tête”!
All’inizio, ho avuto, lo ammetto un po’ di ansia da prestazione. Soprattutto perchè mi sono ritrovata automaticamente nello status mentale di dover riempire le giornate con attività, impegni, programmi e così via.

Io la chiamo la sindrome della mamma perfetta: cioè quella nevrosi puramente mentale che si attua nell’avere sempre un piano definito  in testa e la volontà di ferro di attuarlo sempre e comunque, costi quel che costi. Ero già pronta a stilare una delle fatidiche liste di attività fai da te e scaricare da internet tutorials su complicati ed estenuanti lavoretti di Pasqua, quando mi sono resa conto che, no, stavolta non ci sarei cascata.

Non tanto perchè sono una che è coerente con le sue altolocate ed edificanti riflessioni, ma perchè, diciamocelo…il solo pensiero mi faceva salire in gola un conato. Troppa fatica, solo pensarlo!
E così semplicemente mi sono affidata. A chi? Al presente, ai gusti e alle preferenze dei due interessati …il che, lo dico per dovere di cronaca, non ha contemplato, nonostante le loro insistenze, la maratona televisiva di Phineas e Ferb!

Ma soprattutto ha previsto quando il tempo lo ha permesso, di uscire all’aperto… giusto solo anche a prendere l’aria e il tepore delle prime giornate primaverili.
E, sorprendentemente, è accaduto qualcosa di inaspettato: l’atmosfera si è rilassata, abbiamo tirato fuori le bici, il monopattino e lo skateboard e portato fuori in terrazza tavolini, pastelli, libri da colorare e fogli bianchi.

Non sempre tutto è filato liscio, naturalmente.

Ma il tempo della vacanza, con l’abbondare delle ore a disposizione l’impossibilità di delegare ad altri, alla scuola, allo sport o alla televisione il compito di intrattenerli, mi ha permesso, ben più di prima, di ascoltarli ed osservarli con maggiore lucidità e pazienza.

E riconoscere, o meglio ricordare,  che dietro ogni capriccio, ogni litigio e ogni lamento, c’è sempre l’espressione di uno sfogo, di un bisogno.

A cui si ha l’opportunità e, finalmente, il tempo di poter provare a rispondere, con una rinata consapevolezza. E vedere cosa succede.

Ma, soprattutto, c’è stato il tempo anche di sbagliare.

E di chiedere scusa. E raddrizzare il tiro, per poi rimettersi in gioco senza rancori.

Perchè nessuno è perfetto.

E, quando ci si vuole bene, ci si da’ sempre un’altra possibilità.

Buona Pasqua!

Per chi è credente, la Pasqua è una festa speciale, piena di significato.

Per noi in famiglia, è un momento di raccoglimento e riflessione.

Per me in particolare, la Pasqua assume il significato di una nuova nascita, a migliori propositi, a una ricerca di purezza interiore. Volta ad esprimersi nella sua accezione più alta, cioè quella di abbracciare la propria fragilità e quella del mondo intero.
Per trovare la compassione verso se stessi e gli altri, e verso la semplicità del gesto d’amore.
Un gesto che non ha bisogno di esprimersi in grandi atti esemplari, ma che vive soprattutto nelle azioni semplici, come il tendere una mano verso chi ci è vicino.
Anche se questo vuol dire spesso tornare sui propri passi e cambiare la prospettiva delle proprie certezze e dei propri arroccamenti.

Auguro a tutti voi, genitori entusiasti come noi, credenti e non, ma soprattutto ai nostri splendidi bambini, di riuscire a conservare sempre dentro il proprio cuore questa scintilla d’amore e di passione verso la vita, che oggi si rinnova con la celebrazione della resurrrezione di Gesù.

Buona Pasqua a tutti!