Calendario dell’Avvento fai da te

Niente ci fa sentire più nello spirito natalizio, che un calendario dell”Avvento.

E non c’è calendario che si rispetti, se non risponde alle seguenti due prerogative essenziali: ogni giorno una sorpresa e un regalino cioccolatoso.

Non ci hanno mai particolarmente attirato quelli già fatti, abbiamo sempre perferito costruirceli da soli.
Così, sin da quando i miei bambini erano piccolissimi, ci siamo cimentati in diverse versioni.

Ecco quindi la nostra ultima creazione.
Se volete provare a realizzarla anche voi, qui di seguito troverete un tutorial.

Allora, fuori le macchine da cucire…e happy sewing!

Occorrente:

– 10 m ca di nastrino rosso
– 3 m ca di nastro rick rack
– Una bobina di filo rosso
– Circa 110-120 cm di stoffa, alta 110 cm (la misura è già calcolata un po’ abbondante per avere qualche avanzo nel caso di errori)
– Numeri di feltro da 1 a 25, di colori a piacere o una striscia di feltro su cui scrivere i numeri (se si vogliono attaccare con applique).
Oppure colori per stoffa, se si preferisce dipingere i numeri a mano libera sui sacchetti.
– Un filo per stendere i panni o altro filo decorativo spesso, di lunghezza almeno 2m
– 25 mollettine decorative fantasia

Passo 1

Tagliare 25 pezzi di stoffa in 10×20 cm (per prima cosa procedere a tagliare dall’altezza della stoffa, 5 striscie di cm 20×10, poi tagliare ognuna delle 5 striscie in 10 rettangoli di cm 20×10)


Passo 2

Su un pezzo di feltro di colore a scelta, con una matita tracciare la sagoma dei numeri da 1 a 25 e ritagliarli. Oppure, con dei pennarelli o glitter per tessuti, dipingere direttamente i numeri sulla stoffa.


Passo 3

Sul bordo superiore del lato corto di ogni rettangolo di stoffa procedere a cucire la striscia rick/rack rossa. Per ottimizzare di molto i tempi, si può cucire a catena.

Passo 4

A 12 cm dal bordo superiore, sul dritto della metà dei rettangoli, cucire l’applique dei numeri con un punto decorativo e filo in contrasto.

Passo 5

Tagliare 2 x15 cm di nastro per ogni coppia di rettangoli.

Passo 6

Porre 2 rettangoli di stoffa diritto contro diritto facendo combaciare i bordi.
A 4 cm dal bordo superiore e parallelamente ad esso, inserire da un lato in mezzo alle due stoffe il nastro di chiusura, lasciando libero verso l’interno del sacchetto il resto del nastro.
Far combaciare le estremità del nastro con i due bordi laterali non rifiniti dei rettangoli. Fare lo stesso dal lato opposto.

Passo 7

Partendo da uno dei lati lunghi di ogni “panino” di rettangoli, cucire a 1 cm dal bordo lungo i tre lati del rettangolo, facendo attenzione a cucire anche i due nastri laterali, mentre si procede (ma non il resto del nastro!).

Passo 8

Piegare e “schiacciare” il fondo del sacchetto da entrambi i lati formando un triangolo e a 7 mm dal vertice del triangolo, cucire con doppia cucitura. Tagliare l’eccedenza a 5 mm circa da essa.
Rivoltare al diritto.


Passo 9

Solo per i sacchetti con numero pari, cucire un nastrino rosso da un lato all’altro del bordo superiore, come se fosse un manico di un secchiello.

Passo 10

Riempire ogni giorno con frasi affettuose, poesie, regali, stickers, cioccolatini, caramelle o altri dolcetti e appendere con una mollettina alternativamente i sacchetti dispari e i manici pari,al filo per panni o allo spago decorativo, che vrete precedentemente fissato in un posto adatto.

Facciamo colazione!!!

Ovvero: 7 sane colazioni fatte in casa che i vostri bambini adoreranno!!!

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In casa nostra il buongiorno si vede dal mattino, e una buona, abbondante e saziante colazione ci ha sempre aiutato a cominciare bene la giornata. Soprattutto i bambini, per la mia esperienza, hanno bisogno di qualcosa che stimoli il loro appetito e riesca a sostenerli nei loro impegni, in special modo durante le mattine passate sui banchi di scuola.
Una delle strategie che abbiamo progressivamente adottato nel tempo e che abbiamo trovato vincente, è stata quella di trovare alternative stuzzicanti alle allettanti, ma poco salutari colazioni in scatola, piene di zuccheri, conservanti e grassi saturi, che riempiono scaffali e scaffali di ogni supermercato.

Tanto piú che, grazie alla attenta collaborazione dei miei figli, abbiamo notato che la tipica colazione all’ italiana di molti bambini, fatta di latte caldo con biscotti confezionati, cereali in fiocchi del cartone alla moda o merendine imbustate direttamente da Banderas, seppur erano accolte con grida di giubilo, non riuscivano a saziarli, anzi, inizialmente parevano appesantirli e, paradossalmente, li lasciavano ben presto ad affrontare un gran senso di fame.

Per questi motivi, e per non passare mezz’ora ai fornelli di prima mattina, ho creato insieme ai mei figli una lista di colazioni sane che a noi piacciono e ci fanno sentire bene e che, con un minimo di pianificazione, riusciamo a preparare in breve tempo appena svegli, mentre i bambini si vestono, o a mettere su in poche mosse la sera prima mentre preparo la cena.
In piú, per evitare discussioni dell’ultimo minuto, abbiamo stabilito insieme un piano di massima settimanale delle nostre colazioni.

Ve le voglio mostrare qui di seguito.
Chissá che anche ai vostri figli non piacciano come ai nostri?

Lunedí: uova strapazzate con pane tostato
Martedí: muffins (preparati durante la cena la sera prima, in gusto da concordare)
Mercoledí: french toast
Giovedí: pancakes americani
Venerdí: muesli fatto in casa e yogurt
Sabato: pane con crema di nocciole al cioccolato
Domenica: toast con prosciutto e formaggio

Questa lista, naturalmente cambia spesso, a seconda delle voglie e delle stagioni, ma un piano di massima a cui riferirci ci aiuta immensamente e ci rende la vita piú semplice.

Questa strategia ha infatti enormi vantaggi:

ci guadagnamo in salute: tutti ingredienti sani riconoscibili e nutrienti che ci saziano per lungo tempo
ci guadagniamo economicamente: sono ingredienti base che tutti noi abbiamo giá in casa o possono essere comprati a poco prezzo (avete idea sicuramente di quanto costino le colazioni giá pronte e in quanto poco tempo vengono spazzate via da boccucce affamate!)
ci guadagniamo in tempo: sappiamo cosa preparare e siamo veloci nel farlo
ci guadagnamo in serenitá: non piú bisticci su “Allora cosa vuoi per colazione?” E niente piú mamme e papá stressati già alle 7 di mattina!
ci guadagniamo in varietà: 7 colazioni diverse per 7 giorni!
– la colazione diventa parte integrante della nostra routine mattiniera: i bambini sanno che devono prepararsi da soli mentre io e papá siamo ai fornelli
– la colazione diventa un altro momento di aggregazione familiare prima che ognuno vada per la sua strada.

Insomma….cosa puó volere di piú una mamma?
…Ma la ricetta dei pancakes americani, naturalmente!

Eccovela!
Buona colazione!!!

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La strada della semplicità

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Non è  una novità, per chi segue questo blog da qualche tempo, sapere che uno dei miei principali obbiettivi personali, sia quello di vivere il più  possibile una vita familiare consapevole, in cui ogni giorno possa essere accolto come l’ opportunità unica e irripetibile di vivere con intenzione al meglio delle proprie possibilità.
A volte peró, sono così avvolta dal turbinio di impegni, pensieri, desideri, obblighi che mi sembra quasi di soccombere e di perdere completamente l’orientamento.

Ho già parlato, riferendomi a questo concetto, dell’ utilità strategica di una mappa di viaggio, strumento che  reputo utilissimo per orientare il proprio bisogno di consapevolezza in specifiche direzioni pratiche.

In questi momenti di confusione infatti, diventa necessario fermarsi un momento a riflettere su quali siano i valori essenziali che ci guidano in questo irripetibile viaggio quotidiano, le azioni che consideriamo imprenscindibili per la salute e il benessere nostro e della nostra famiglia e quelle che siamo pronti ad abbandonare senza tanti rancori.

Questo cammino, per noi in famiglia, si sta sempre più orientando verso la scelta di vivere il più semplicemente possibile.

Ma cosa intendo con semplicemente?
Per quanto ci riguarda, vivere semplicemente significa, onorare con rispetto e gratitudine i doni che ci sono stati concessi: siano essi quelli del pianeta in cui viviamo e della natura che ci circonda, ma anche i talenti e le abilità o le propensioni personali che ci contraddistinguono, attraverso le quali possiamo interagire qualitativamente con il nostro prossimo, visto che va da sè che, in accordo con questa scala di valori, nessun dono può veramente considerarsi tale se non é volutamente e volontariamente condiviso o messo al servizio degli altri.

Vivere semplicemente è quindi un modo di tradurre nella pratica quotidiana quella mappa delle intenzioni su cui, come in un’orchestra, noi membri della famiglia, ci accordiamo all’unisono su una stessa coerente tonalità. Questi principi del vivere semplicemente si attuano infatti , come ben dice qualcuno: nel vivere olisticamente in linea con i propri valori esistenziali. Ovvero, con consapevolezza.

Per la nostra esperienza, ad esempio, vivere semplicemente si traduce nel progressivo avvicinamento a pratiche di vita quotidiana che cerchino di rispettare il piú possibile l’ecologia e l’ecosistema del nostro pianeta: piccoli accorgimenti giornalieri che crediamo, in barba ai pessimisti e agli scettici, possano fare, sia nell’immediato che sulla lunga distanza, la loro bella differenza: come ad esempio usare i pannolini lavabili invece di quelli usa e getta, oppure passare progressivamente ai detersivi meno inquinanti per l’ambiente e per noi stessi, o tutelare la nostra salute attraverso il cibo che mangiamo, scegliendo materie prime che siano nate e cresciute in ambienti il più possibile rispettosi dei modi e dei tempi che sono consoni ad esse.

Ma vivere semplicemente significa anche, e soprattutto, scegliere coscientemente di modificare la propria velocità e adattarsi a nuovi ritmi che possano aiutarci ad esercitare al meglio l’intenzionalità delle nostre azioni.
Accettare ad esempio, che ogni giorno sia fatto, nonostante i nostri strenui sforzi, di un numero finito di ore. E che il bisogno di produttività, debba essere sempre considerato secondario rispetto al valore dei rapporti emozionali e interpersonali.

Capisco cosa state pensando, perché lo penso anche io: vivere semplicemente a volte, sembra essere assolutamente complicato!

E’ infatti questa la sensazione che si prova se si incappa nel’errore di voler radicalmente cambiare le proprie abitudini e stili di vita tutti in una volta e tutti assieme.
E invece anche qui, é necessario un cambiamento di paradigma: perchè il cambiamento, per essere considerato tale, richiede tempo, pazienza e concentrazione.

“A journey of a thousand miles, must begin with a single step” diceva Lao-Tzu.
L’importante in questi ambiti, non é tanto camminare per arrivare alla meta, quanto procedere con l’ intenzione di raggiungerla, passo dopo passo.

Perciò a piccoli passi, con piccoli gesti quotidiani, la nostra famiglia si é volontariamente incamminata per questo sentiero.
Si, perchè anche se molti comportamenti virtuosi tendono ad essere più complicati a dirsi che nella pratica, é pur vero che ognuno di essi sottende una volontà chiara e precisa alla sua base: quella volontà che consente di superare l’iniziale disagio di abbandonare le vecchie strade consuete, per imparare nuovi modi di agire e per perseguire in essi quel tanto che si deve, finché non diventino pratiche acquisite.

Tanto piú che molte di queste, infatti, pur essendo semplici, prevedono tempi diversi rispetto a quelli a cui siamo abituati. Non piú ampie e nemmeno più dispendiose in termini di energie, anzi, tutt’altro.
Semplicemente si caratterizzano per essere azioni qualitativamente diverse in termini temporali. Queste pratiche richiedono infatti, una pianificazione a priori. Come era abitudine dei nostri antenati. Dietro ognuno di loro comportamenti infatti c’era un’organizzazione, ovvero un’intenzione, una consapevolezza, appunto.

Prendiamo ad esempio la pratica di fare il pane in casa: non richiede più di un quarto d’ora di impegno manuale (preparazione degli ingredienti, impasto, reimpasto e messa in forma), ma il tempo di preparazione totale può anche richiedere 12-24 ore, secondo i gusti e le preferenze di ognuno.
E quel che si ottiene, è un pane che qualitativamente, sia nel gusto che nel contenuto nutritivo, è assolutamente inconfrontabile con il pane industriale preconfezionato.

E questo è solo un piccolo esempio, dei tanti che si potrebbero citare. Ma non voglio rovinare la sorpresa!

Infatti, nelle prossime settimane, vi renderemo partecipi del nostro viaggio familare all’insegna del vivere semplicemente.
Progetti e strategie per scalare insieme quella che, a molti prima di noi, è sembrata essere una ripida salita verso il picco di una montagna invalicabile, ma che invece noi proveremo ad affrontare concentrandoci sul panorama meraviglioso che assaporiamo durante il nostro emozionante cammino.

Passo dopo passo.