Una mappa del viaggio

E’ passato un po’ dall’ultimo post.
Il tempo da dedicare a vitadimamma ultimamente sembra essersi letteralmente volatilizzato.

Nonostante i miei buoni propositi, non è sempre facile riuscire a trovare anche solo il modo per sedermi al computer e far scorrere le dita sulla tastiera, anche se capisco bene che sono proprio questi i momenti importanti in cui ci sarebbe bisogno invece di fermarsi a registrare i numerosi attimi salienti, i pensieri, le emozioni che questa nuova vita a cinque ci pone continuamente davanti agli occhi.

A ormai più di tre mesi dalla nascita di Mr G. e dopo un periodo di mera sopravvivenza gestionale, è palesemente arrivato il momento di rimettermi in carreggiata e prendere in mano le redini della nuova situazione familiare.

Come ben comprensibile credo, la gestione della casa ha lasciato ultimamente molto a desiderare e necessita di una sferzata di nuove energie da investire in essa. I menù settimanali sono andati a farsi benedire e, solo da un paio di settimane, ho ricominciato a pianificare la spesa e il budget mensile, ma ancora con scarsi risultati visibili. La pulizia si è assestata su un livello piuttosto basso, avendo privilegiato esclusivamente un’igiene di base alla usuale pianificazione delle faccende settimanali. E i bambini, in questa atmosfera di lassismo generale, hanno beatamente preso l’abitudine di non riordinare più niente e di usare l’intera casa come ripostiglio di giochi, attrezzi di lavoro e di indumenti.

Per quanto mi riguarda più strettamente da vicino inoltre, devo confessare che durante lo scorso mese ho avuto la costante e netta sensazione di star scivolando pian piano in uno stato emotivo piuttosto pericoloso: poca autostima, difficoltà a portare a termine anche le più piccole incombenze, senso di essere altrove, malesseri fisici di vario genere, intrattabilità e nervosismo, facilità a scoppiare in lacrime alla prima occasione, ricorrente evasione dallo specchio e dalla cura personale, un certo senso di indifferenza al contatto fisico e rifiuto di essere consolata, tendenza ad esagerare a tavola e a concedermi un po’ troppi stravizi consolatori.
E so bene che indulgere troppo in questo stato di passività e di inconsapevolezza, non mi fa sicuramente bene. Anzi, non fa che aggiungere ulteriore negatività e apatia al mio già precario stato emotivo.

Come è successo già altre volte, credo che l’unico vero modo per rimettere in ordine la mia casa (intesa nel più ampio senso del termine, ovvero come quell’insieme di valori, sentimenti, obbiettivi, necessità e spazi che appartengono alla nostra famiglia), passi per me primariamente nel rimettere in ordine la mia anima.

E so che, se voglio sentirmi bene nella mia pelle e assumermi al meglio il compito che sento mi è stato assegnato nella vita, ho prima di tutto la necessità di identificare e tracciare una mappa del viaggio che io e la mia famiglia abbiamo scelto di percorrere ogni giorno.

Nei prossimi giorni condividerò qui questo percorso introspettivo che sto compiendo.

So per certo di non essere la prima a trovarmi in questa situazione e vi assicuro che il mio intento non è quello di mettere la mia vita e quella della mia famiglia in vetrina. Ne’ tantomeno di ergermi come esempio di qualsiasi tipo, visto che ognuno di noi vive vite diverse e persegue differenti valori.

Ma quel che sinceramente sento, è che condividere qui queste personali riflessioni, potrebbe essere un modo per proporre a chi ne senta come me il bisogno, alcune idee per stimolare questa consapevole discesa nella profondità della propria esistenza.
Credo infatti che ogni individuo, ma soprattutto mi sento di dirlo, molte mamme come me, si trovino nella destabilizzante situazione di dover ad un certo punto trovare a tutti i costi il modo di fermarsi a riflettere su se stesse e sul proprio cammino. Per immergersi più a fondo nel presente che stanno vivendo, affinchè possano mostrarsi a se stesse, alla propria famiglia e al mondo intero, al meglio delle proprie capacità.

So bene che, al di là del caos e della confusione in cui tutti viviamo e in cui il tempo pare non essere mai abbastanza, sia sempre possibile trovare il modo di farlo. Anche solo nel pensiero, e, a volte, anche nei sogni.
Perchè quando il cuore è pronto, l’anima sceglie di suggerirgli il cammino da percorrere in mille modi diversi.

E, quando questo accade, non possiamo lasciarci scappare l’occasione.
Sono convinta che, ogni volta, ne valga assolutamente la pena.

2 pensieri riguardo “Una mappa del viaggio”

  1. Cara Ludovica
    Fai benissimo a scrivere la mappa del tuo viaggio! Anche io ho capito che in questi momenti l’importante è condividere! A volte ci chiudiamo in noi e noi nostri problemi o nella nostra quotidianità e non ci accorgiamo che chi ci sta accanto condivide le nost stesse fatiche. È importante sapere che non si è soli.
    Brava fai chiarezza, riparti! Io ti seguo, so che non è un gran che, ma più di così non posso fare!
    Un abbraccio

    Laura

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